– 90: Trump pensa a un luogo simbolo per l’accettazione della nomination

5 Ago 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Mentre il candidato democratico Joe Biden rinvia – pare – alla prossima settimana l’atteso annuncio della sua vice, il magnate presidente Donald Trump valuta possibili alternative per il suo discorso d’accettazione della nomination repubblicana: cancellata, a causa della pandemia di coronavirus, l’ipotesi del comizio di massa a Jacksonville in Florida, Trump vuole ora fare un discorso sul campo di battaglia di Gettysburg, in Pennsylvania, o davanti alla campana della libertà a Filadelfia, senza escludere un ritorno al Mount Rushmore, dov’è già stato il 3 luglio, il monumento dei quattro ex presidente scolpiti nella roccia.

Sono alcuni degli scenari che Trump e i suoi consiglieri stanno valutando, secondo il New York Times . Gettysburg è il luogo della battaglia decisiva della Guerra Civile dove Abraham Lincoln pronunciò un discorso che tutti gli americani studiano a scuola – il “governo del popolo, dal popolo e per il popolo” -. La campana della libertà di Filadelfia è un’icona dell’indipendenza statunitense.

Il discorso di accettazione della nomination sarà pronunciato da Trump il 27 agosto, in chiusura della convention repubblicana che è stata fortemente ridimensionata causa coronavirus. Sempre secondo il NYT, alcuni consiglieri stanno invece spingendo perché il presidente utilizzi il suo hotel a due passi dalla Casa Bianca come hub per la settimana della convention, quando aveva promesso di andare a Charlotte in North Carolina per ringraziare i delegati.

Tra le ipotesi per rilanciare l’immagine del presidente c’è pure quella di un discorso della first lady Melania a Seneca Fall, New York, il sito della convention del 1848 sui diritti delle donne: la mossa dovrebbe aiutare il magnate a recuperare consensi nell’elettorato femminile. Nel 2016, l’intervento di Melania alla convention repubblicana fu molto criticato perché riprese senza citarlo un discorso di Michelle Obama.

La riflessione sul discorso d’accettazione, che il presidente vorrebbe evidentemente magniloquente, anche nella scelta della location, s’intreccia con atteggiamenti contraddittori da parte di Trump, che cerca pure d’inserire l’esplosione di Beirut nel contesto della sua politica anti-sciita, citandone senza dettagli possibili origini terroristiche. Il presidente oscilla nei confronti di TikTok – il social cinese per cui si passa dalla messa al bando all’acquisizione da parte di Microsoft – e sulla mascherina – l’ultima versione è che metterla è patriottico -. Ieri è anche stata giornata di primarie per il Senato e la Camera in cinque Stati: i risultati affluiscono e vengono valutati in queste ore.

Trump resta impegnato in un’offensiva contro il voto per posta e rivendica il diritto di fare in merito un ordine esecutivo, equiparando il voto per corrispondenza a brogli. E dice pure: “Non penso che le poste siano preparate a gestire il voto a novembre”, poste di cui lui ha politicizzato la leadership che le ha rese meno costose ma pure meno efficienti. “Se Sleepy Joe diventasse presidente crollerebbe tutto – scrive inoltre il magnate riferendosi a Biden -, compresa l’occupazione, i mercati, il sistema fiscale e previdenziale. E finiremmo nelle mani della Cina e di altri Paesi!!!”.

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