Inauguration Day, allarme sicurezza Biden, Harris, Pelosi

12 Gen 2021 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Mentre il Congresso s’inoltra in procedimenti dall’esito incerto contro il presidente sobillatore Donald Trump, si rafforzano i dispositivi di sicurezza per proteggere Washington e le Istituzioni nell’Inauguration Day, mercoledì 20 gennaio, quando Joe Biden sarà insediato come 46° presidente degli Stati Uniti.

Saranno impiegati fino a 15 mila uomini della Guardia Nazionale: 6.000, provenienti da sei Stati, sono già nella capitale federale. Trump ha ieri accolto una richiesta del sindaco Muriel Bowser, approvando una dichiarazione d’emergenza e ordinando l’assistenza federale da oggi al 24 gennaio per garantire la sicurezza in vista del giuramento di Biden.

Il presidente eletto non teme di giurare all’aperto sul fronte occidentale del Campidoglio, nonostante quanto accaduto mercoledì 6 e le minacce dei sostenitori di Trump. “Non ho paura di giurare all’esterno”, ha detto, dopo essere stato informato di un’allerta Fbi. Esperti di sicurezza consigliano di spostare la cerimonia all’interno del Congresso per motivi di sicurezza.

Infatti, cresce l’allarme per nuove proteste, anche armate, a Washington, nel fine settimana e il 20: l’Fbi monitora gruppi sediziosi che preparano “un’enorme rivolta” e ha notizie di “varie minacce” contro Biden e anche contro la vice-presidente eletta Kamala Harris e la speaker della Camera Nancy Pelosi.

Il Dipartimento di Giustizia e l’Fbi stanno perseguendo oltre 150 sospetti nelle indagini sull’assalto al Congresso, dopo averne già arrestati e incriminati una quindicina. Lo scrive il New York Times, indicando che il numero è destinato a salire. Il Bureau chiede l’aiuto del pubblico per identificare individui che appaiono in foto e video dell’attacco del 6 e ha già ricevuto oltre 70 mila ‘soffiate’.

Gli analisti dell’Fbi stanno esaminando le informazioni per accertare se organizzazioni terroristiche domestiche o enti stranieri abbiano avuto un ruolo nel radicalizzare i rivoltosi.

Nel frattempo, la polizia del Campidoglio ha aperto un’indagine interna su 10/15 agenti – due sono già stati sospesi – per il ruolo nell’assalto: si tratta di valutare se gli agenti abbiano collaborato o fraternizzato con i facinorosi.

Contrastano con questo quadro di crescente preoccupazione per la sicurezza dell’Inauguration Day le dimissioni del responsabile ad interim della Sicurezza interna Chad Wolf, ad appena nove giorni dall’evento della cui protezione era il massimo referente. Le ragioni delle dimissioni non sono chiare. Lo sostituisce Peter Gaynor, il responsabile della Fema, la protezione civile degli Stati Uniti.

Intanto, si ha pure notizia del primo caso di contagio da coronavirus collegabile agli eventi del 6: una deputata democratica del New Jersey, Bonnie Watson Coleman, 75 anni, è risultata positiva, dopo essere rimasta in un rifugio anti-sommossa con molti altri colleghi, alcuni senza mascherina, durante l’occupazione del Congresso. La Coleman, che è sopravvissuta a un cancro, ha già ricevuto la prima dose del vaccino.

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