– 14: è scontro sui microfoni spenti all’ultimo dibattito

20 Ott 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Microfoni spenti a fasi alterne, nel secondo e ultimo dibattito televisivo, giovedì sera, da Nashville, nel Tennessee, tra Donald Trump e Joe Biden: nei due minuti di intervento iniziale per ognuno dei sei segmenti di 15’ ciascuno previsti, verrà spento il microfono del candidato cui non tocca parlare.

Lo ha deciso ieri la commissione organizzatrice dei dibattiti presidenziali, nel tentativo di evitare che il confronto degeneri in una caotica rissa a voci sovrapposte, com’era accaduto nella prima sfida il 29 settembre, da Cleveland, nell’Ohio. Dopo i due minuti a testa senza interruzioni, i rivali potranno liberamente ingaggiare la discussione.

La decisione della commissione, subito oggetto di critiche da parte del team di Trump, ha chiuso un’ordinaria giornata di campagna elettorale, di cui è stato soprattutto protagonista il presidente, mentre Biden non ha eventi in agenda in questi giorni: secondo i media, sta preparando il dibattito di giovedì – e continua a sottoporsi ai test anti-Covid, cui è sempre risultato finora negativo -.

È tornata, invece, a fare campagna la sua candidata vice Kamala Harris, dopo una pausa imposta dalla positività di suoi collaboratori: Harris era in Florida, dove ieri cominciava l”early voting’, ossia la possibilità di votare in anticipo di persona – è stata a Orlando e a Jacksonville -. La Florida è il più grande degli Stati in bilico.

Fronte repubblicano, oggi esordisce in campagna Melania Trump, che sarà accanto al marito in un comizio a Erie, in Pennsylvania, pure uno Stato in bilico. Melania, che è stata positiva al virus e in quarantena alla Casa Bianca, era intervenuta alla convention repubblicana, ma non s’è finora mai vista ai comizi.

Ma anche i democratici si giocano, da domani, una carta pesante: Barack Obama scende in campo personalmente, con un tour negli Stati incerti per dare la spinta finale al suo ex vice. La prima tappa sarà a Filadelfia, da dove aveva già lanciato il suo più duro attacco a Trump, accusandolo d’essere “un pericolo per la democrazia” e d’avere gestito la presidenza come un ‘reality show’.

Nella media dei sondaggi fatta da RealClearPolitics, Biden è avanti di 8,9 punti su scala nazionale (51,3 a 42,4%, come ieri) e di 4,1 punti negli Stati in bilico (49,1 a 45%).

La campagna di Trump ha immediatamente contestato, pur accettandola, la novità dei microfoni spenti a turni alterni. “Il presidente s’è impegnato a dibattere con Biden, nonostante il cambio di regola all’ultimo minuto da parte d’una commissione faziosa al suo estremo tentativo d’avvantaggiare il suo preferito”, dice il manager della campagna Bill Stepien.

Le critiche dello staff di Trump non riguardano solo i microfoni spenti a turni alterni, ma investono anche la conduttrice sospettata di essere legata ai democratici e pure gli argomenti di discussione. Ieri, in un comizio in Arizona, il presidente ha definito una “democratica radicale” la moderatrice Keisten Welker, mentre la sua campagna lamenta che gli organizzatori del confronto hanno escluso dai temi la politica estera.

I sei temi scelti da Welker sono: pandemia, famiglie, questione razziale, cambiamento climatico, sicurezza nazionale e leadership.

Potete seguire tutti gli aggiornamenti del Diario Usa2020 sul blog di Giampiero Gramaglia.