– 38: Trump sceglie Amy Coney Barrett per la Corte Suprema

26 Set 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Donald Trump ha scelto: i più autorevoli media Usa sono concordi nell’indicare che il presidente sta per annunciare la decisione di rimpiazzare il giudice Ruth Bader Ginsburg alla Corte Suprema con Amy Coney Barrett.

Barrett, 48 anni, cattolica, madre di sette figli, due dei quali adottivi, è giudice della corte d’appello di Chicago ed è stata assistente alla Corte Suprema del defunto giudice conservatore Antonin Scalia.

L’annuncio ufficiale è atteso nelle prossime ore e le fonti citate sono caute: il magnate presidente può cambiare idea fino all’ultimo minuto. Coney Barrett era già in corsa nel 2018 per il posto poi andato a Brett Kavanaugh. Allora, Trump avrebbe confidato a uno stretto collaboratore che l’aveva riservata “per prendere il posto della Ginsburg”, anziana e malata.

Coneyy Barrett è nota per le posizioni anti-abortiste, ma nel 2013 riconobbe che era “molto improbabile” che la Corte Suprema potesse capovolgere la Roe vs Wade, la fondamentale sentenza del 1973 che legalizzò le interruzioni di gravidanza negli Usa. Per la Barrett, “l’elemento fondamentale del diritto della donna a scegliere probabilmente resterà. La controversia è sui finanziamenti, se gli aborti devono essere finanziati dal pubblico o dal privato”.

Nei giorni scorsi, Trump ha ricevuto la Barrett alla Casa Bianca e, dicono alcune fonti, ne sarebbe rimasto impressionato. Nelle aspettative dei conservatori, la giudice dovrebbe diventare “una Scalia al femminile”. La designazione del presidente aprirà e la battaglia in Senato, dove i repubblicani, che sono maggioranza, cercheranno di ratificare la nomina prima delle elezioni del 3 novembre.

Nel 2017, la nomina di Barrett al suo attuale posto fu confermata con 55 voti pro e 43 contro. Una sua conferma darebbe alla Corte Suprema un’impronta conservatrice per molto tempo, quasi certamente per tutti gli Anni Venti, con solo tre giudici progressisti (fra i più anziani).

Ieri, la salma del giudice Ginsburg è arrivata sul Campidoglio per il terzo giorno di camera ardente, dopo i due nell’edificio della Corte Suprema. E’ la prima volta che l’onore della camera ardente nella hall del Congresso viene dato ad una donna. Tra quanti le hanno reso ieri omaggio, c’erano anche il candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden e la moglie Jill.

La battute di Trump sul una transizione dei poteri non pacifica dopo il voto creano allarmi e timori al Pentagono: secondo il New York Times, c’è chi paventa che il presidente possa volere ricorrere alle forze armate contro eventuali disordini dopo un voto contestato, invocando l’Insurrection Act per mandare le truppe nelle strade. Numerosi ufficiali delle Forze armate ritengono che una mossa del genere innescherebbe le dimissioni di molti dei più alti gradi, a partire da Mark Milley, il capo di Stato Maggiore.

Rispondendo ad alcuni deputati il mese scorso, il generale Milley ha scritto: “Credo profondamente nel principio di un esercito Usa apolitico. Nel caso di una disputa su aspetti delle elezioni, per legge spetta ai tribunali e al Congresso risolvere ogni controversia, non all’esercito. Non vedo alcun ruolo per le forze armate in questo processo”.

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