– 77: Bernie Sanders e Michelle Obama aprono la convention democratica

18 Ago 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Senza le migliaia di delegati e il turbinio di palloncini e coriandoli bianchi, rossi e blu, ma senza rinunciare a un profluvio di retorica nel segno di libertà, unità e ‘We the people’, i democratici hanno aperto la loro convention di Usa 2020, la prima virtuale – causa epidemia di coronavirus – nella storia dell’Unione.  Michelle Obama, l’ex first lady, attacca Trump, che è “il presidente sbagliato per il nostro Paese”. Bernie Sanders, il senatore del Vermont capofila della sinistra del partito, chiama a raccolta dietro al ticket Joe Biden – Kamala Harris i progressisti che votarono per lui nelle primarie. Un mantra costante è che queste elezioni sono “le più importanti”, perché bisogna restituire l’America ai suoi valori e alla sua dignità, mandare a casa Donald Trump, che è “una minaccia per la democrazia”, e “respingere il trumpismo”.

Più che una convention tradizionale, è stato uno show – televisivo o ‘social’ – di due ore, trasmesso tra le 21.00 e le 23.00 ora della East Coast – tra le tre e le cinque del mattino, in Italia -, introdotto dall’attrice Eva Longoria (‘Desperate Housewifes’) e aperto dai video dell’inno cantato da ragazzi di tutti gli Stati e i territori americani – un inno alla diversità – e dal giuramento di fedeltà pronunciato in tutte le scuole Usa e qui detto dalle nipoti di Biden, con la benedizione del reverendo Gabriel Salguero.

Resta da misurare l’impatto di una convention del genere: un indice lo daranno i dati su ascolto e il gradimento, appena saranno disponibili.

Tra gli oratori della prima giornata, prima di Sanders e di Michelle Obama, la senatrice ed ex candidata alla nomination Amy Klobuchar ed i governatori dello Stato di New York Andrew Cuomo – “Trump non ha creato le nostre divisioni, sono le divisioni hanno creato Trump” – e del Michigan Gretchen Whitmer – “Trump non combatte il virus, combatte gli americani” -, il repubblicano ‘anti Trump’ John Kasich, assi dello sport come la campionessa del mondo di calcio femminile Megan Rapinoe e artisti, il fratello di George Floyd, il nero ucciso dalla polizia a Minneapolis il 25 maggio, la cui morte innescò l’ondata di proteste anti-razzismo di Black Lives Matter. In chiusura, le due stelle della prima serata intitolata “We People”: Sanders e Michelle Obama.

“E’ in gioco il futuro della nostra democrazia, della nostra economia, del nostro pianeta. Dobbiamo unirci, sconfiggere Trump ed eleggere Biden, il prezzo di un fallimento è troppo grande per poterlo immaginare”, dice Sanders, che paragona Trump a Nerone che incendia Roma.

Biden è “un uomo profondamente perbene”, che “sa ascoltare”, che “dirà la verita” e che “crede nella scienza”: questo l’elogio di Michelle al candidato democratico. “Joe è stato un magnifico vicepresidente” e come presidente “farà piani intelligenti, gestirà buoni team e governerà come qualcuno che ha vissuto una vita in cui tutti noi possiamo riconoscerci”.

Nei loro commenti, i media Usa sottolineano come Michelle abbia fatto un discorso appassionato, superando la sua riluttanza a impegnarsi in prima persona nella lotta politica – molti la volevano candidata -.

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