– 68: terzo giorno di convention repubblicana, è l’ora di Pence

27 Ago 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Mentre l’Unione è di nuovo attraversata da fermenti cruenti di proteste razziali, e i playoff della Nba si fermano per la protesta degli atleti neri e bianchi, dopo i tragici eventi di Kenosha, nel Wisconsin, la convention repubblicana ha celebrato, nella sua terza giornata, ‘la Terra degli Eroi’: in apertura, un video patriottico; in chiusura, l’intervento del vice-presidente Mike Pence.

Che accetta la sua nomination parlando live da Fort McHenry, la fortezza ora monumento nazionale  da dove gli americani difesero nel 1814 il porto di Baltimora nella guerra contro gli inglesi, ispirando al poeta Francis Scott Key la lirica The Star-Spangled Banner, adottata poi come testo dell’inno nazionale, “la terra dei liberi e la patria dei coraggiosi”.

Pence è poi stato raggiunto dal presidente Donald Trump per ascoltare, insieme con le due mogli Melania e Karen, proprio l’inno nazionale. Con il suo discorso, il vice di Trump intendeva anche uscire – lui, un disciplinato soldatino – dal cono d’ombra del ‘comandante in capo’ per incominciare a proporsi nel ruolo fra quattro anni.

Al termine di una serata che ha alternato nuovi sforzi per corteggiare il voto femminile e attacchi all’aborto e al diritto di scelta delle donne, Pence ha detto che Law&Order saranno sulle schede delle presidenziali, cercando di tradurre in voti la paura di violenze dopo i fatti del Wisconsin – neppure un cenno alle vittime, però -: “L’America ha bisogno di altri quattro anni di Donald Trump alla Casa Bianca”, Joe Biden è un “cavallo di Troia della sinistra radicale”, con uno come lui “non sarete mai sicuri”.

Pence si conferma strenuo e fedele difensore della linea trumpiana, America First e Law&Order. “Le violenze devono finire … noi non toglieremo mai i fondi alla polizia”.  Tutto attorno una folla di sostenitori senza mascherina che non rispettano le distanze. Pazienza se Pence ha appena detto, lui ‘zar anti-coronavirus’, che “la salute degli americani resta al primo posto” nelle priorità dell’Amministrazione Trump.

La convention si chiuderà questa sera, con l’intervento finale del presidente candidato, introdotto dalla figlia Ivanka, suo consigliere alla Casa Bianca e possibile erede politico. Poi, fuochi d’artificio sul Mall di Washington, che, domani, sarà invece invaso da manifestanti Black Lives Matter.

La terza serata ha visto diversi interventi al femminile. Kristi Noem, governatrice del South Dakota, astro nascente dello schieramento trumpiano, ha detto che “i principi fondanti degli Stati Uniti sono sotto attacco”: “Ci sono voluti 244 anni per costruire il nostro grande Paese, ma ora rischiamo di perdere tutto in poco tempo, se prenderemo la strada indicata dai democratici e dei loro sostenitori più radicali”.

Kellyanne Conway, la fedelissima consigliera che ha da poco annunciato l’addio alla Casa Bianca per una scelta familiare, ringrazia Trump “per avere dato alle donne ruoli chiave nelle sue imprese e nella sua Amministrazione … Il presidente crede nel diritto di uguaglianza tra uomo e donna”. Karen Pence, la moglie di Mike, ringrazia i militari e le loro spose per il loro contributo al Paese.

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