– 67: Trump chiude la convention repubblicana sulle note di “Vincerò”

28 Ago 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Introdotto dalla figlia Ivanka, accompagnato sul palco mano nella mano dalla moglie Melania, Donald Trump ha accettato la nomination repubblicana per Usa 2020: “Costruiremo di nuovo l’economia più grande della storia”, ha detto, parlando dal vivo di fronte a un pubblico di circa 1500 sostenitori seduti l’uno accanto all’altro sul South Lawn della Casa Bianca, pochi con la mascherina, ma tutti pronti ad applaudire ogni passaggio e a tributare ovazioni. “Ho il cuore pieno di gratitudine e di un ottimismo senza limiti”.

Il palco allestito fuori dalla Casa Bianca e la scenografia, con bandiere e maxi-schermo, è quasi parso una sfida alla pandemia, come lo era stato il 20 giugno il comizio a Tulsa in Oklahoma. Solo le persone vicine al presidente sono state sottoposte a test, è stato precisato.

Fuori dalla Casa Bianca, alcune decine di manifestanti, radunatisi vicino a Pennsylvania Avenue 1600, nella piazzetta rinominata Black Lives Matter, facevano musica e cantavano “Trump-Pence fuori subito”. Una band musicale locale, i Tob, suonava dal vivo, ma né la musica né gli slogan hanno disturbato l’evento finale della convention repubblicana.

Il presidente ha parlato per oltre un’ora, magnificando i risultati da lui ottenuti e attaccando i rivali, “affidandosi per fare l’uno e l’altro – scrive il New York Times – a false affermazioni”, sottoposte a fact checking dal giornale, schierato, con il Washington Post, all’opposizione del magnate.

Alla fine, Donald e Melania, che ha un vestito lungo verde, con cinta e scarpe rosse, e tutta l’intera famiglia, figli e figlie con mogli e mariti, assistono ai fuochi d’artificio e a uno spettacolo musicale, con un tenore che intona la romanza ‘Nessun dorma’ della Turandot di Puccini che si chiude con “Io vincerò”. Tutta la serata ha toni e passaggi che oscillano tra un 4 Luglio sul Mall di Washington e un discorso sullo stato dell’Unione in Campidoglio.

Trump promette dieci milioni di posti di lavoro in dieci mesi, il taglio delle tasse e il ripristino dell’ordine e della legalità nelle città investite da proteste e disordini, oltre al vaccino anti-Covid entro la fine dell’anno.

Ma il suo discorso è soprattutto teso a colpire il rivale democratico che lo sfiderà alle urne nell’Election Day il 3 Novembre: “L’agenda di Joe Biden è ‘made in China’, la mia è ‘made in Usa’”, “E’ l’insieme di proposte più estremiste mai presentato da un candidato presidenziale”, “Se Biden sarà eletto, distruggerà la grandezza dell’America”; e, ancora, quasi ossessivamente, “E’ il cavallo di Troia dell’estrema sinistra. Queste sono le elezioni più importanti nella nostra storia: ci sono due visioni, due filosofie, dovete decidere tra il sogno americano e l’agenda socialista”, “se facciamo rispettare le leggi o se diamo carta bianca agli anarchici violenti, agli agitatori, ai criminali che minacciano i nostri cittadini”. Gli Stati Uniti “non sono nelle tenebre”, come li dipinge Biden, ma “sono la fiaccola del Mondo intero”. E Trump torna a paragonarsi a Lincoln, per quello che ha fatto per gli afro-americani e si presenta come “il presidente della gente”, lontano dalle camarille della politica.

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