– 64: la battaglia di Portland e sei milioni di contagi negli Usa

31 Ago 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

La battaglia di Portland è divenuta il fronte più caldo della corsa 2020 alla Casa Bianca, dopo che sabato notte un miliziano suprematista ‘pro Trump’ è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco, durante tafferugli con manifestanti anti-razzisti.

Il presidente Donald Trump dedica alla vittima un tweet di cordoglio (Riposa in pace, Jay’), che non ha mai dedicato alle vittime nere della violenza suprematista o della polizia.

Intanto, il New York Times calcola che i contagi da coronavirus negli Stati Uniti abbiano raggiunto e superato i sei milioni, mentre i dati della Johns Hopkins University indicano che i contagi Usa, alla mezzanotte sulla East Coast, s’avvicinavano ai 5.996.500 e i decessi superavano i 183.000.

Ma l’epidemia è praticamente assente dalla campagna elettorale del presidente Trump, che ha invece scelto di calcare i toni Law & Order: lo si era visto alla convention repubblicana. I fatti più recenti di Kenosha nel Wisconsin – due neri uccisi da un suprematista bianco di 17 anni, un suo fan – e di Portland nell’Oregon gli hanno offerto ulteriori occasioni di cavalcare la paura dei suoi elettori bianchi.

Trovano così conferme le analisi quasi coincidenti di New York Times e Washington Post, per cui la convention repubblicana, la scorsa settimana, è stata “una tempesta di disinformazione”: secondo i fact checkers dei due quotidiani, che vi hanno trovato una ventina di falsità, il discorso di chiusura di Trump giovedì notte “è stato un’onda gigante di racconti esagerati, false affermazione e revisionismo storico”.

Dipingendo, ad esempio, una presidenza Biden che taglierebbe i fondi alla polizia e favorirebbe l’invasione dei quartieri bianchi ricchi ed eleganti da parte dei neri. Sul WP, Toluse Olorunippa parla di “una realtà alternativa”, in cui “l’epidemia è stata sconfitta dalla leadership del presidente, l’economia è tornata sui livelli pre-pandemia, le truppe all’estero stanno tornando a casa e Trump è una figura empatica che sostiene l’immigrazione e che non cercherà mai di speculare sulle tensioni nel Paese”.

Ma, osserva Ishaan Tharoor sullo stesso giornale, questa “non è l’America che oggi esiste”, dove si può invece affermare che il presidente induce i suoi sostenitori ad azioni violente contro chi protesta, che le vittime dell’epidemia stanno per raggiungere le 200 mila e che l’economia è crollata d’un terzo del Pil: “Il presidente punta ad accentuare la polarizzazione per ottenere la rielezione”.

Oltre al tweet “Riposa in pace Jay!”, riferito a Jay Bishop, l’uomo ucciso sabato notte a Portland durante scontri tra manifestanti del movimento Black Lives Matter e sostenitori del magnate, tra cui diversi esponenti di gruppi dell’estrema destra, Trump ha ritwittato un post di una sua attivista: “Assassinato dagli antifa”, la sigla degli anti-fascisti anti-razzisti che il magnate considera terroristi.

“Il solo modo per fermare la violenza nelle città come Portland guidate dai democratici è la forza!”, twitta ancora Trump sferrando un durissimo attacco al sindaco di Portland Ted Wheleer  da tempo suo bersaglio e definito “un pazzo”. “Trump incoraggia la violenza”, replica Wheeler, che s’è già opposto all’invio nella sua città della Guardia Nazionale e di agenti dell’Fbi.

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