– 57: Trump assunse un sosia di Obama per “licenziarlo”, rivela un nuovo libro

7 Set 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Libri e media a raffica contro Donald Trump, che non riesce a intaccare il vantaggio di Joe Biden nei sondaggi nazionali: secondo un rilevamento della Cbs, il candidato democratico è dieci punti avanti nelle intenzioni di voto degli elettori, 52% a 42%, a meno di due mesi dall’Election Day. RealClearPolitics, che fa la media dei sondaggi, vede Biden sette punti avanti a livello nazionale e tre punti negli Stati in bilico, dove il voto si decide.

I dati dei sondaggi non paiono finora premiare la campagna del presidente candidato: Law&Order, sul fronte delle tensioni razziali che attraversano l’Unione; l’epidemia di coronavirus trattata come una cosa del passato (sperando di annunciare un vaccino a ridosso del voto); l’economia in ripresa, anche se lungi dall’avere assorbito le perdite accusate in primavera in termini di crescita e di posti di lavoro.

Ai libri e ai media, Trump risponde attaccando: “I democratici e i Fake News Media hanno lanciato una massiccia campagna di disinformazione, una mai vista prima. Diranno ogni cosa possibile, come le recenti bugie sui militari, augurandosi che facciano effetto”.

Fronte coronavirus, i dati della Johns Hopkins University indicano che i contagi negli Stati Uniti, alla mezzanotte sulla East Coast, s’avvicinano a 6.276.000 e che i decessi sfiorano i 189.000.

81 premi Nobel si sono pubblicamente schierati con Biden perché è ‘pro scienza’ e hanno spiegato, in una lettera aperta, che il candidato democratico “ascolta gli esperti”, “apprezza l’uso della scienza per trovare soluzioni”, riconosce “il valore della collaborazione internazionale nella ricerca” e rispetta “il contributo degli immigrati alla vita intellettuale del Paese”.

S’allunga la sequela dei libri anti-Trump: dopo quelli di John Bolton, Mary Trump e Stephanie Winsont Wolkoff, esce domani ‘Disloyal: A Memoir’ dell’avvocato paraninfo Michael Cohen, quello che comprava in nero il silenzio delle ‘amichette’ del magnate non ancora presidente, ma già marito di Melania.

Il Washington Post ne ha ottenuto una copia. Cohen, già condannato per le sue azioni illegali, cita Trump dire che gli afro-americani “non sono la mia gente” e che gli ispanici “come i neri sono troppo stupidi per votare per me”.

L’ex legale personale del magnate ne racconta la fascinazione per Vladimir Putin, capace di guidare il suo Paese come fosse la sua società, e l’ossessione per Barack Obama. Una volta avrebbe detto: “Dimmi un Paese guidato da un nero che non è un cesso”; e avrebbe poi aggiunto: Nelson Mandela ha “rovinato il Sud Africa”, “non era un leader”.

Trump giunse ad assumere un sosia di Obama per fare un video in cui insultava il suo predecessore e lo licenziava. Cohen non dice la data del video o chi era l’attore che impersonava il ‘Faux-Bama’, ma pubblica una foto di Trump seduto alla scrivania di fronte a un afro-americano in abito scuro che assomiglia a Obama

Anche l’ex agente dell’Fbi Peter Strzok ha scritto un suo libro, ‘Compromised’, in cui afferma che Trump è una “minaccia alla sicurezza nazionale: non è patriottico, è l’opposto”. Strzok partecipò alle indagini sul server di Hillary Clinton e sui legami della campagna di Trump con la Russia.

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