– 52: segnali di pace nel giorno del ricordo dell’11 settembre

12 Set 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Nel giorno in cui l’America ricorda le tremila vittime degli attentati dell’11 settembre 2001, mentre affronta una tragedia che ha già fatto 60 volte più morti, Donald Trump incassa la seconda adesione al suo piano di pace per il Medio Oriente e una seconda candidatura al Nobel per la Pace. Trump twitta: “Un’altra svolta storica oggi! I nostri grandi amici di Israele e del Bahrein hanno concordato un accordo di pace. È il secondo Paese arabo a fare pace con Israele in 30 giorni” (il primo erano stati gli Emirati Arabi Uniti).

L’intesa tra Israele e Emirati sarà firmata martedì prossimo, il 15 settembre, alla Casa Bianca. Né Emirati né Bahrein erano in guerra con Israele: gli accordi servono a normalizzare le relazioni, diplomatiche ed economiche.

A candidare Trump al Nobel per la Pace, dopo il deputato norvegese Christian Tybring-Gjedde, che prendeva spunto proprio dall’intesa tra Israele e Emirati, è ora il deputato svedese Magnus Jacobsson, che ha annunciato su Twitter di aver “nominato l’Amministrazione Usa e i governi di Kosovo e Serbia per il Nobel per la Pace per il lavoro comune per la pace e lo sviluppo economico, attraverso l’accordo di cooperazione firmato alla Casa Bianca” la scorsa settimana, il 4 settembre.

Ieri, spot elettorali sospesi, come vuole ormai la prassi della campagna elettorale l’11 settembre. Trump e il suo rivale Joe Biden non si sono incrociati rendendo entrambi omaggio alle vittime al memoriale di Shanksville, in Pennsylvania, dove cadde uno dei quattro aerei dirottati, il volo 93 della United Airlines, dopo che l’intervento dei 40 passeggeri evitò che il velivolo si schiantasse contro il suo obiettivo a Washington, il Campidoglio o forse la Casa Bianca.

La presenza dei due candidati in Pennsylvania è stata dettata da calcoli politici: secondo i sondaggi, lo Stato resta in bilico.

Il presidente, accompagnato da Melania, era presente alla cerimonia all’ora dell’impatto, le 09.43. Biden con la moglie Jill è arrivato nel pomeriggio, dopo avere assistito alla cerimonia per le vittime a New York, a Ground Zero.

Anche il vice-presidente Mike Pence e la moglie Karen erano alle celebrazioni della Grande Mela: Pence e Biden si sono incrociati e si sono salutati dandosi il gomito. La vice-presidente di Biden Kamala Harris e il marito Douglas erano invece a una cerimonia in Virginia.

“L’America non cesserà mai di perseguire i terroristi che la minacciano”, ha assicurato Trump, parlando a Shanksville. A frapporsi “tra il nemico e un colpo mortale alla democrazia americana fu il coraggio e la risolutezza di quei 40 uomini e donne, che trionfarono sul terrore dando le loro vite in difesa della nostra Nazione”: “Il dolore dei familiari è quello di tutto il Paese”.

A Shanksville, Biden ha deposto una corona di fiori al memoriale, come aveva fatto in mattinata Trump. Biden ha definito quegli attentati un “atto di codardia e di odio”, che “rivelò il carattere degli americani, il coraggio, la forza e la resilienza”, e ha paragonato quella crisi all’attuale pandemia. Agli eroi di allora e di oggi, “dobbiamo lo sforzo d’unirci come Nazione, così che gli americani ancora una volta possano fare ciò che fecero 19 anni or sono: voltare pagina dopo la tragedia, ricostruire le proprie vite e cominciare a riprendersi”.

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