– 51: gli incendi in California infiammano la campagna

13 Set 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Gli incendi in California e nell’Ovest dell’Unione, che stanno devastando intere fette di territorio, riportano il tema del cambiamento climatico nella campagna elettorale: criticato per l’indifferenza di fronte ai roghi in corso, Donald Trump sarà oggi in California per rendersi conto della situazione e visitare i luoghi.

Joe Biden, incalzato dall’emergenza incendi, fa sapere che lui e la moglie Jill pregano e sono vicini a tutte le persone colpite dai roghi e ai soccorritori: Biden invita a seguire le direttive delle autorità ma attacca il presidente, negazionista sul cambiamento climatico: “Trump può tentare di negarlo, ma i fatti sono innegabili… e costituiscono un’imminente minaccia” al nostro modo di vivere.

Il relativo disinteresse per gli incendi californiani si giustifica, in parte, con il fatto che Trump considera lo Stato perso in ottica presidenziale: lì, Biden avrà milioni di voti popolari più di lui.

L’attenzione si concentra sugli Stati in bilico: un sondaggio New York Times / Siena College indica che Biden mantiene vantaggi che oscillano dai nove ai tre punti in quattro di essi: Minnesota 50% a 41%, Wisconsin 48% a 43%, Nevada 46% a 42%, New Hampshire 45% a 42%. Il sondaggio non prende in considerazione altri Stati incerti, come Pennsylvania e Michigan, i due forse determinanti di queste elezioni, Arizona, North Carolina e i due classici Stati in bilico, Florida e Ohio.

In Minnesota e in Wisconsin, gli Stati dove sono scoppiate le proteste anti-razziste dopo l’uccisione di George Floyd e il ferimento di Jacob Blake, il candidato democratico è avanti su tutti i fronti, compreso il tema Law & Order, cavallo di battaglia di Trump, tranne che sull’economia.

E Trump ha di nuovo proposto il suo invito a votare due volte in North Carolina, per posta e poi recandosi ai seggi per sincerarsi che la propria scheda sia stata contata, venendo di nuovo ‘censurato’ dal social network, che segnala il messaggio come un invito a violare la legge.

Nel campo democratico, secondo il Washington Post Bernie Sanders sta manifestando in privato qualche preoccupazione per la campagna di Biden: vorrebbe che il candidato si dedicasse di più all’economia, alla sanità e ai temi cari agli elettori liberal, invece di mantenere un approccio vago e tendenzialmente centrista.

Trump: venti nomi per la Corte Suprema – I senatori repubblicani Tim Cotton e Ted Cruz, già aspirante 2016 alla nomination repubblicana, sono tra i 20 candidati alla Corte Suprema che Trump ha indicato nei giorni scorsi. Il magnate sfida Biden a presentare una sua lista.

Al momento, la Corte Suprema degli Stati Uniti, composta da nove giudici, tutti nominati a vita, è al completo e non vi sono nomine in vista. Il presidente Trump, nel suo mandato, ha già potuto nominare due nuovi giudici, spostando a destra, con le sue scelte, il baricentro della Corte.

“Assicureranno una giustizia e un trattamento equo a tutti per salvaguardare il nostro meraviglioso stile di vita”, ha detto il presidente, illustrando la sua lista. E ha aggiunto che, se le scelte dei giudici spettassero ai democratici, “i radicali cambierebbero gli Usa senza passare per il Congresso”, minando tra l’altro il secondo emendamento della Costituzione, che sancisce il diritto a portare armi.

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