– 48, dopo accordi Abramo, Trump si paragona a Churchill

16 Set 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Biden in Florida a corteggiare i latinos, e soprattutto i cubani, che non gli sono favorevoli; Trump in Pennsylvania a cercare di convincere gli indecisi d’uno Stato determinante di Usa 2020 a votare per lui, nella scia del successo politico e dell’impatto mediatico della firma – ieri, alla Casa Bianca – degli accordi di Abramo, cioè delle intese di normalizzazione dei rapporti tra Israele, Emirati arabi uniti e Bahrain, nel quadro del piano di pace Usa per il Medio Oriente.

Preso forse dall’entusiasmo, Trump, che ama paragonarsi ai grandi del passato – dice, ad esempio, di essere il presidente che ha più fatto per i neri dopo Abraham Lincoln -, ha sostenuto a Filadelfia di essersi comportato, di fronte all’epidemia di coronavirus, come Winston Churchill nella battaglia d’Inghilterra, con Londra sotto i bombardamenti nazisti.

Il magnate ha spiegato perché, prima dello scoppio dell’epidemia, pur essendo al corrente dei rischi, ne minimizzò l’impatto: “per non creare panico”. Così come fece Churchill nel 1940: “Non penso che sia stato necessariamente onesto, ma penso che sia stato un grande leader”, ha detto. Il town hall era organizzato dalla Abc con solo 21 elettori per rispettare le norme anti-Covid – ce n’erano invece almeno 1500 fuori, a contestare il presidente lungo l’Independence Mall, culla dell’indipendenza e della costituzione degli Stati Uniti -.

Nel dibattito, Trump, che per la prima volta rispondeva a domande dirette degli elettori, ha detto che un vaccino potrebbe essere disponibile fra tre o quattro settimane e che l’utilità della mascherina non è da tutti riconosciuta, ha dato un giudizio positivo dei negoziati in corso tra repubblicani e democratici al Congresso per nuove misure di stimolo all’economia e ha difeso l’operato della polizia, sotto accusa per le violenze e le discriminazioni contro i neri e le minoranze, ammettendo, tuttavia, che fra gli agenti vi siano “poche mele marce”.

Degli accordi di Abramo, Trump aveva già affermato, dopo la firma alla Casa Bianca, che essi “celebrano l’alba di un nuovo Medio Oriente, dopo decenni di divisioni e conflitti”. Anche Biden, gioco forza, plaude ai “passi” compiuti da Emirati arabi uniti e Bahrain per normalizzare i rapporti con Israele, senza però citare le intese appena suggellate.

“E’ bene vedere altri Paesi in Medio Oriente riconoscere Israele e accoglierlo come partner”, dice Biden, assicurando che la sua Amministrazione “rafforzerà tali passi, sfiderà altri Paesi a mantenere la pace e lavorerà per usare questi crescenti legami per progredire verso una soluzione a due Stati e una regione più stabile e sicura”.

Prima della firma degli accordi di Abramo, Trump s’era detto certo che, se rieletto, concluderà un’intesa con l’Iran “migliore della precedente”, cioè dell’accordo sul nucleare sottoscritto dall’Amministrazione Obama e da lui denunciato, adombrando l’idea che Teheran stia invece favorendo l’elezione del suo rivale.

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