– 47: Trump annuncia il vaccino tra poche settimane e smentisce gli scienziati

17 Set 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Nel giorno in cui un sondaggio nazionale, il Rasmussen settimanale, sempre a lui più favorevole degli altri, lo dà un punto avanti a Joe Biden, 47% a 46%, Donald Trump annuncia che un vaccino anti-coronavirus sarà disponibile “fra tre o quattro settimane”, prima dell’Election Day, e assicura che la ricerca e la sperimentazione “stanno procedendo in modo veloce e sicuro”, entrando in rotta di collisione con la comunità scientifica e smentendone pubblicamente alcuni alti rappresentanti, oltre che se stesso.

Parlando della pandemia al giornalista del Watergate Bob Woodward, che ne riferisce nel suo libro Rage, Trump afferma che “il problema del vaccino è che richiede 13-14 mesi una volta che ce l’hai, perché devi testarlo”. “Probabilmente abbiamo già il vaccino”, confidava Trump il 13 aprile. “Ma – diceva a Woodward – sai qual è il problema più grosso? Bisogna testarlo, in modo da essere sicuri che uccida il virus ma che non uccida le persone. Ti immagini? Vaccini cento milioni di persone e scopri che è un veleno”.

In una conferenza stampa alla Casa Bianca, Trump ieri sera ha detto: “La distribuzione del vaccino potrà iniziare in ottobre, forse già a metà ottobre”,  prevedendo di distribuire “100 milioni di dosi entro la fine del 2020″. Sarà “la più grande distribuzione di vaccini nella storia americana”:  “Non appena la Food and Drug Administration approverà il vaccino, saremo in grado di partire con la distribuzione il giorno stesso, già da ottobre, forse già a metà ottobre”. Il piano per la distribuzione coinvolgerà anche l’esercito con le sue risorse logistiche.

In giornata, Robert Redfield, direttore dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’agenzia federale per la tutela della salute, aveva detto al Senato di non aspettarsi che un vaccino contro il coronavirus sia largamente disponibile per gli americani prima del secondo/terzo trimestre 2021. Redfield è fiducioso nello sviluppo di un vaccino in novembre o dicembre, ma inizialmente esso sarà disponibile con forniture molto limitate. Parole in contrasto con le assicurazioni di Trump.

Che infatti lo smentisce. “Penso abbia fatto un errore, forse ha capito male la domanda, era confuso. E’ un’informazione sbagliata”.  Redfield ha pure detto al Senato che l’uso della mascherine potrebbe essere più efficace di un vaccino, smentendo anche qui il presidente candidato. “Queste mascherine sono uno strumento di sanità pubblica importante, potente… Potrei andare oltre e dire che sono più sicure nel proteggermi dal Covid che se prendessi un vaccino”. Trump ha ribattuto: “Il vaccino è molto più efficace delle mascherine, forse ha capito male anche questa domanda”.

Il botta e risposta tra il magnate e Redfield, cui ha comunque confermato fiducia, è una conferma delle tensioni tra l’Amministrazione e i responsabili scientifici della sanità pubblica, che sarebbero sottoposti a pressioni per accelerare i tempi delle autorizzazioni di terapie e vaccino. S’è appena fatto da parte Michael Caputo, il portavoce del ministero della Sanità, un manager della campagna di Trump, che aveva accusato gli esperti del Cdc di “insurrezione” contro il presidente.

Potete seguire tutti gli aggiornamenti del Diario Usa2020 sul blog di Giampiero Gramaglia.