– 43: scontro su Corte Suprema e Iran, ma i sondaggi sono stabili

21 Set 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Sulla Corte Suprema, si profila uno scontro politico e istituzionale. Su Iran e Cina, gli Usa cercano d’imporre la loro linea al Mondo e alla Chiesa. Ma nei sondaggi l’opinione pubblica appare poco permeabile a questi sommovimenti: secondo un rilevamento Wall Street Journal / Nbc, Joe Biden è otto punti avanti Donald Trump a livello nazionale, 51% dei consensi contro 43%.

Il candidato democratico è considerato più affidabile del magnate repubblicano contro la pandemia, ma non sull’economia. Per la Cbs, negli Stati in bilico, Biden è in vantaggio in Florida su Trump, 48% a 46%; Trump è invece avanti in Texas, a percentuali rovesciate: 48% a 46% – il Texas, che era uno Stato sicuro per i repubblicani, appare ora incerto -.

E per WSJ/Nbc più Telemundo, Biden è in vantaggio su Trump fra gli ispanici: 62% dei consensi contro il 26%, con margini più ampi fra i giovani (71%) e le donne (67%). Per gli ispanici, l’economia è il tema più importante, davanti a sanità, pandemia e tutela dei diritti degli immigrati.

Ma Trump twitta: “Stiamo vincendo. Il prossimo anno, se sarò rieletto, sarà il migliore di sempre. Sleepy Joe vuole quadruplicare le tasse. Ci sarà una depressione”. E Trump si presenta come l’ultimo baluardo per il Secondo Emendamento, che garantisce il diritto al possesso di armi: “Se sarò rieletto, sarà al 100% sicuro. Se non lo sarò, sparirà”. In un’intervista alla FoxNews, bolla come “un disastro” il voto per posta e attacca i governatori degli Stati democratici, definendoli “mercenari politici”.

Ma la questione del momento è la sostituzione di Ruth Bader Ginsburg, deceduta venerdì a 87 anni, alla Corte Suprema. Nelle interviste a Bob Woodward, divenute l’asse portante del Libro Rage, rabbia, Trump di vanta di avere battuto ogni record in merito alle nomine di giudici (“L’unico che ha fatto meglio di me è stato George Washington”, che dovette nominarli tutti ex novo). Il magnate intende procedere a designare il successore della Ginsburg – una donna, ha già detto – in settimana e vuole che il Senato ratifichi la sua scelta prima dell’Election Day, il 3 Novembre, e, comunque, prima dell’insediamento del nuovo Congresso, a gennaio. Lo spalleggia Mitch McConnell, leader dei repubblicani al Senato.

Contro questo calendario, leader ed esponenti democratici, e fra gli altri la speaker della Camera Nancy Pelosi e la deputata ultra-progressista di New York Alexandria Ocasio-Cortez, evocano l’ipotesi – spuntata – d’un nuovo impeachment. La senatrice Elizabeth Warren dice “McConnell può pensare che la battaglia è già finita, ma non ha capito che è appena iniziata”.

Biden afferma: “Gli americani stanno già votando (per posta, ndr) in queste ore” e insistere ora per un voto in Senato sulla successione della Ginsburg è “un puro e semplice esercizio di potere”, “un abuso di potere”; “L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è una crisi costituzionale”, “che ci faccia sprofondare ancora di più negli abissi”.

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