– 33: dopo il caos, cambiano le regole dei dibattiti

1 Ott 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Mai più un dibattito come quello di martedì fra Donald Trump e Joe Biden, quando i due rivali si sono ripetutamente interrotti l’un l’altro – 77 volte, è stato contato, specie da parte di Trump -, suscitando critiche e irritazione. La commissione responsabile per i dibattiti presidenziali valuterà modifiche al format e annuncerà a breve nuove regole, prima degli appuntamenti del 15 e 22 ottobre.

La commissione, che è bipartisan e che ricorda di lavorare “nell’interesse degli americani”, vuole prendere misure che consentano uno svolgimento più ordinato dei dibattiti dopo che, nel primo confronto, il caos ha regnato, nonostante i ripetuti tentativi del moderatore, Chris Wallace, un esperto giornalista della Fox News, di fare rispettare le regole.

Il Washington Post paragona il dibattito di martedì a una “mischia da rugby”: “Le frequenti interruzioni di Trump hanno prodotto un evento caotico e senza coerenza”.

Il presidente non deve però far fronte solo alle polemiche innescate dal suo atteggiamento sul podio di Cleveland: suscita fermento anche il rifiuto di condannare il suprematismo bianco, un rifiuto definito “inaccettabile” dal leader dei senatori repubblicani Mitch McConnell, suo alleato. Trump aveva eluso la risposta a una precisa domanda del moderatore in tal senso.

Di fronte alle critiche e alle prese di distanze dei repubblicani, il presidente – scrive il New York Times – “ha falsamente detto di ‘avere sempre denunciato ogni forma di suprematismo bianco’”.  Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, ieri, Trump ha detto che “le milizie di estrema destra dovrebbero allentare la tensione e lasciar fare alla polizia il suo lavoro”: un tentativo di stemperare le polemiche.

Il rifiuto del presidente di condannare suprematisti bianchi ed estremisti di destra galvanizza gruppi e milizie. I Proud Boys, organizzazione tutta maschile neo-fascista, a favore della violenza politica, promuove a proprio motto una frase del presidente: “I Proud Boys? They stand back and stay by”, sono leali e affidabili, “qualcuno doveva fare qualcosa contro antifa e la sinistra”. Trump ha ieri sostenuto di ignorare chi siano i Proud Boys.

Il presidente intende partecipare ai prossimi due duelli televisivi con Biden, anche se le regole saranno riviste. In ambienti democratici era circolata l’ipotesi, poi smentita, che Biden potesse rinunciare.

Il candidato democratico ha vinto, per quelli che hanno guardato il suo primo dibattito televisivo con, anzi contro il presidente. In un sondaggio per conto di Cnn, il 60% degli intervistati gli assegna il successo; in uno analogo di Cbs, Biden vince, ma meno nettamente. Attenzione, però: la platea dei dibattiti è prevalentemente democratica: prima del confronto, il 56% degli intervistati preferiva Biden a Trump.

A Biden mancherà forse l’entusiasmo, ma non mancano, almeno per ora, i soldi: la sua campagna raccoglie 3,8 milioni di dollari in un’ora a margine del dibattito, un record. Soldi versati non tanto per mandare lui alla Casa Bianca, quanto per cacciarne Donald il bullo.

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