– 30: Trump sta meglio, ma non è fuori pericolo

4 Ott 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Ricoverato da venerdì pomeriggio all’ospedale militare Walter Reed il presidente Donald Trump, contagiato dal coronavirus, “sta meglio” e i suoi medici curanti sono “cautamente ottimisti”, pur precisando che il magnate “non è ancora fuori pericolo”.

Trump stesso, nelle ultime ore, ha postato un video su twitter: seduto a un tavolo con sopra quelli che paiono essere documenti, il presidente dice di essersi ricoverato perché non si sentiva bene, ma che ora si sente meglio e che i prossimi giorni saranno “il vero test”.

Trump ringrazia gli americani per il “sostegno” e il “consenso quasi bipartisan” ricevuto e i leader del Mondo “per la vicinanza” manifestatagli: “Non lo dimenticherò, lo prometto”, assicura. Grazie anche ai medici e allo staff del Walter Reed – “il migliore al Mondo” – “per il lavoro incredibile” che stanno facendo: “Le terapie che sto seguendo e altre che arriveranno sono miracolose”.

Nel video di quattro minuti, il presidente, con la giacca sulla camicia ma senza cravatta, riferisce pure che la moglie, Melania, anch’essa contagiata, “sta facendo molto bene, si sta riprendendo molto bene”. La first lady ha 50 anni e, quindi, reagisce al virus meglio di lui, che ne ha 74.

Non manca nel video una parte elettorale: Trump, che ha l’aria un po’ sciupata e che pare leggere degli appunti, lavora “duro per tornare”, perché “dobbiamo fare ancora l’America di nuovo grande, abbiamo fatto un lavoro molto buono, ma mancano dei passi, dobbiamo finire il lavoro. Penso che tornerò presto. Sono impaziente di finire la campagna nel modo in cui l’abbiamo iniziata e in cui la stiamo facendo”.

Il presidente, poi, si difende dalle accuse di essersi esposto al contagio con le sue imprudenze: dice che non aveva “altra scelta”, che non poteva isolarsi nella Casa Bianca e non vedere e non parlare con nessuno. “Questa è l’America, questi sono gli Stati Uniti, siamo il più grande e il più potente Paese del Mondo”, ha proseguito, affermando che “un vero leader deve affrontare i problemi” – nulla vieta di farlo indossando la mascherina e osservando il distanziamento, ndr -.

Sui media americani, c’è polemica su come la Casa Bianca ha gestito le prime fasi della positività del presidente e della first lady. Secondo la Cnn, Trump ha avuto bisogno dell’ossigeno venerdì, prima di essere ricoverato. Nel briefing di ieri dello staff medico del Walter Redd, il dottor Conley aveva eluso la domanda: “Ora non ne ha bisogno”.

Lo stesso Conley ha precisato in una nota di aver “usato incorrettamente l’espressione ’72 ore’ invece di ‘terzo giorno’”, con riferimento alla diagnosi di positività al Covid-19 per Donald e Melania, che risale “a giovedì sera”. L’espressione ’72 ore’ alimentava dubbi circa la tempestività dell’annuncio della positività.

Il capo dello staff della Casa Bianca Mark Meadows sarebbe la fonte inizialmente anonima che aveva riferito ad alcuni giornalisti un quadro clinico più preoccupante del bollettino medico ufficiale sulle condizioni di Trump: “Le funzioni vitali del presidente sono state molto preoccupanti nelle ultime 24 ore e le prossime 48 ore saranno cruciali …. Non siamo ancora su una strada chiara per un pieno recupero”, aveva affermato la fonte anonima.

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