– 280: impeachment, la scomoda verità di John Bolton

28 Gen 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Visto che non lo fanno parlare, John Bolton scrive e mette nero su bianco, in un libro non è ancora pubblicato, quel che potrebbe raccontare se chiamato a testimoniare nel processo sull’impeachment del presidente Donald Trump, L’ex consigliere per la Sicurezza nazionale afferma che Trump gli disse di volere tenere fermi gli aiuti militari all’Ucraina – 391 miliardi di dollari già stanziati dal Congresso – fino a che Kiev non avesse consentito a indagare sui Biden e sui suoi rivali democratici Usa.

Il New York Times anticipa dei passaggi della bozza del libro di Bolton, ora, come prassi, al vaglio della Casa Bianca, che potrebbe ordinare di cancellare passaggi non graditi.

Insieme a Bolton, anche il Dipartimento di Stato e il Pentagono esercitarono pressioni su Trump perché sbloccasse gli aiuti all’Ucraina. Ma il presidente le ignorò, sempre citando le ragioni che aveva per dolersi dell’atteggiamento di Kiev, tutte di carattere personale.

Le affermazioni di Bolton nella bozza del libro suonano come una conferma di quel quid pro quo finora mai ammesso dal presidente, nonostante l’abbiano confermato suoi collaboratori: il capo ad interim dello staff della Casa Bianca Mick Mulvaney e il rappresentante Usa presso l’Ue Gordon Sondland. In decine di pagine, Bolton ricostruisce il Kievgate nei mesi che hanno preceduto la sua uscita dall’Amministrazione, ai primi di settembre del 2019, cioè dopo la telefonata galeotta tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ma quando il caso non era ancora esploso.

L’ex consigliere per la Sicurezza nazionale racconta, inoltre, che il segretario di Stato Mike Pompeo riconobbe, in primavera, che le accuse mosse da Rudolph Giuliani all’ambasciatrice Usa a Kiev Marie Yovanovitch erano senza fondamento. Eppure, la diplomatica fu silurata. Bolton sostiene d’avere avvertito lo staff legale della Casa Bianca che Giuliani, l’avvocato personale del presidente, stava sfruttando la sua posizione per aiutare altri suoi clienti privati, almeno due dei quali sono poi stati arrestati.

Le indiscrezioni sui contenuti del libro di Bolton innescano le reazioni di Trump e agitano le acque del processo – la giornata di ieri è stata la seconda della difesa, che concluderà oggi gli interventi -.

Il senatore repubblicano (ed ex candidato alla presidenza nel 2o12) Mitt Romney afferma che “è sempre più probabile” che almeno quattro senatori repubblicani sostengano la richiesta di sentire come testimone l’ambasciatore Bolton: quanti ne servono perché la mozione, che verrà messa ai voti nel fine settimana, sia approvata. Si citano Susan Collins, Lisa Murkowski, Cory Gardner e Patrick Toomey. Un alleato di Trump, Lindsey Graham, si dice favorevole ad acquisire la bozza del libro di Bolton.