– 274: il presagio del SuperBowl mentre iniziano le primarie

3 Feb 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Il SuperBowl lo hanno vinto i Kansas City Chiefs battendo 31 a 20 i San Francisco 49ers: la partita più attesa dell’anno negli Stati Uniti, la finale del campionato di football americano, è dunque andata a una squadra dell’ ‘America di mezzo’, che vota Donald Trump, contro una squadra della California che, comunque vada, vota contro Trump.

Era la 54° edizione del trofeo: i Chiefs avevano finora vinto una sola volta nel 1970. Il presidente s’è complimentato con un tweet, che ha dovuto correggere – li aveva collocati nel Kansas, mentre Kansas City sta nel Missouri -.

Forzato trarre dal SuperBowl presagi elettorali. Nello Iowa, dove oggi i caucus aprono la stagione delle primarie, molti candidati democratici – ne restano 11 in lizza – lo hanno seguito organizzando party ad hoc con i propri sostenitori, mentre altri sono andati di bar in bar a incontrare gli elettori durante la partita. Amy Klobuchar, senatrice del Minnesota, forte dell’endorsement del New York Times, ma indietro nei sondaggi, ha definito i caucuses di oggi “il SuperBowl delle primarie”.

A giudicare dalla mobilitazione della stampa, le si darebbe ragione: circa 2600 giornalisti si sono accreditati per seguire l’evento, informa lo Iowa Caucus Consortium, che gestisce la sala stampa e una serie di eventi connessi al voto.

Durante la partita c’è pure stato un match milionario fra Trump e il suo collega e rivale miliardario Mike Bloomberg: entrambi hanno comprato uno spazio pubblicitario da un minuto. Il presidente vi ha esaltato i propri successi, specie in materia di giustizia. Il candidato alla nomination democratica, che non è in lizza nello Iowa, per sostenere la necessità di prevenire la violenza da armi da fuoco.

Lo spot dell’ex sindaco di New York s’intitola ‘George’ e racconta, nella testimonianza della madre Calandrian Simpson Kemp, la storia di George Kemp Jr, ucciso nel 2013 in Texas a soli vent’anni. Bloomberg intende produrre altri video che raccontano storie di sopravvissuti alla violenza da armi da fuoco e girerà diversi Stati durante l’imminente National Gun Violence Survivors Week.

Per i candidati democratici, SuperBowl a parte, è stato un fine settimana nervoso e intenso, segnato da sondaggi annullati – il Des Moines Register ha rinunciato a pubblicare l’ultimo rilevamento, perché un errore poteva avere falsato la raccolta dati – e da altri che confermavano le gerarchie fin qui emerse (e piuttosto volatili): Joe Biden e Bernie Sanders in testa con il 25% delle preferenze ciascuno, Pete Buttigieg al 21%, Elizabeth Warren al 16%, Klobuchar al 5%, gli altri quasi non rilevati.

E’ l’ora del ‘ciascuno contro tutti gli altri’, sullo sfondo del ‘tutti contro Trump’. I moderati se la prendono con Sanders ‘il socialista’; i sostenitori del senatore del Vermont, lo acclamano, dandosi appuntamento a Cedar Rapids per un comizio con concerto affollatissimo. Sanders ha difensori scontati, come le deputate di ‘The Squad’ e il regista Michael Moore, e indesiderati, come Trump, che pare averlo scelto come suo avversario favorito.

Biden avverte che “altri quattro anni di Trump cambieranno l’anima della nazione”. Warren calcola d’essersi prestata a 100 mila selfie e dice “E’ il nostro momento nella storia”. Buttigieg afferma: “Siamo alla vigilia della vittoria”.