– 261: Bloomberg corteggia Hillary per la vicepresidenza?

16 Feb 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Le prime battute delle primarie democratiche in Iowa e New Hampshire hanno rimescolato le carte nella corsa alla nomination, proiettando in testa a livello nazionale Bernie Sanders, davanti a Joe Biden, secondo un’elaborazione dati del New York Times. E, intanto, Mike Bloomberg starebbe costruendo un ‘dream team’ per la Casa Bianca e vorrebbe offrire la vice-presidenza a Hillary Clinton: lo scrive il Drudge Report, un sito di illazioni che talora ci azzecca.

Nella prossima settimana, i candidati democratici si affronteranno in un dibattito in Nevada, il 19, cui dovrebbe per la prima volta essere ammesso Bloomberg, grazie a un cambio delle regole contestato da altri aspiranti, e poi nei caucus del Nevada il 22 febbraio – lì, Bloomberg non sarà ancora in lizza -.

Proprio il miliardario ed ex sindaco di New York fa rumore, in questo momento, per l’ipotesi di fare ticket con l’ex first lady, segretario di Stato e candidata alla presidenza Hillary Clinton. Il Drudge Report cita indiscrezioni trapelate dalla campagna di Bloomberg, che ufficialmente minimizza: “Siamo concentrati sulle primarie e non sulle speculazioni”. Da alcuni sondaggi interni condotti, tuttavia, il ticket Bloomberg-Clinton apparirebbe come “un asse formidabile”, anche se non privo di contro-indicazioni – politiche e ‘geografiche’ -.

La scorsa settimana, Hillary aveva risposto “mai dire mai” alla domanda di Ellen DeGeneres che le chiedeva, nella sua trasmissione televisiva, se avrebbe accettato la proposta della vice-presidenza, se fosse venuta da uno dei candidati democratici alla Casa Bianca. “Ma questo non avverrà”, aveva poi aggiunto. A dicembre, ricordano i media, Mike e Hillary avevano cenato insieme a New York con la figlia dei Clinton Chelsea.

Il Drudge Report aggiunge che il miliardario, a capo di un impero dell’informazione, sta valutando se trasferire la sua residenza dalla Grande Mela in Colorado o in Florida, dove ha pure case. Ciò servirebbe ad aggirare gli ostacoli del sistema elettorale che rendono difficile avere i candidati presidenti e vice-presidenti nello stesso Stato, New York.

La campagna di Bloomberg è essenzialmente basata su spot televisivi – già 350 milioni di dollari spesi da novembre, molto più che qualsiasi altro aspirante alla nomination democratica -, ma s’affida anche a Internet e, in particolare, fra i social, a Instagram. Sanders, invece, fa una campagna più tradizionale, ha appena incassato l’endorsement di un altro protagonista della Grande Mela, l’attuale sindaco di New York Bill de Blasio, che sarà con lui sul palco di alcuni comizi nel Nevada.

“Sto con Bernie – spiega de Blasio – perché lui sta ed è sempre stato con le famiglie dei lavoratori … I newyorkesi conoscono bene i danni fatti dalla xenofobia, dall’intolleranza e dalla sventatezza del presidente Trump … Bernie é il candidato per affrontarlo e batterlo … La mia è un’agenda coraggiosa e progressista: esattamente ciò che il senatore Sanders ha promosso per decenni”.

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