– 26: Pence-Harris, un dibattito senza insulti, ma con asprezze

8 Ott 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

La gestione della pandemia da parte dell’Amministrazione Trump è stata “il più grande fallimento nella storia americana”, Kamala Harris. “Abbiamo salvato milioni di vite umane”, Mike Pence. “Sapevate della pericolosità del virus e l’avete tenuta nascosta. E neanche adesso avete un piano”. “Abbiamo creato un vaccino che sarà disponibile entro fine anno”. “Il vaccino? Se me lo dice la scienza, lo farò; se me lo dice Trump, no”. “Lei sta minando la fiducia degli americani nel vaccino”.

Quello sul coronavirus è stato il primo scambio – e uno dei più vivaci – del dibattito fra i candidati alla vice-presidenza Mike Pence, vice in carica di Donald Trump, ex governatore dell’Indiana, e Kamala Harris, vice in pectore di Joe Biden, senatrice della California. Un confronto preceduto dalla pubblicazione di un sondaggio della Fox News che dà Biden avanti di dieci punti su Trump nelle intenzioni di voto a livello nazionale, 53% a 43%: posizioni difficilmente intaccate da quanto Pence e la Harris hanno detto.

Se il primo dibattito fra Trump e Biden il 29 settembre era stato un festival delle interruzioni, senza un discorso compiuto, quello fra Pence e la Harris è stato sostanzialmente corretto, ma anche un po’ piatto: i due candidati vice-presidenti sono parsi più preoccupati di mettere in buona luce i loro rispettivi capi-cordata, e in cattiva luce il boss dell’altro, che di proporsi in prima linea (Kamala ha talora richiamato il suo background di procuratore e senatore).

Il duello televisivo tra i candidati alla vicepresidenza è durato 90 minuti ripartiti in nove segmenti, senza break pubblicitari, sul palco della Kingsbury Hall della Utah University a Salt Lake City: moderatrice Susan Page di USAToday, che ha avuto un compito molto più agevole di quello toccato la settimana scorsa a Chris Wallace con Trump e Biden.

Pence è stato evasivo su due domande: sull’evento alla Casa Bianca divenuto un focolaio di contagi – l’annuncio della designazione di Amy Coney Barrett alla Corte Suprema – e sull’aborto, anche se ha poi rivendicato di essere ‘pro vita’. La Harris ha eluso a due riprese di rispondere sulla riforma della Corte Suprema.

Sulla Cina, Pence “Noi abbiamo tenuto la schiena dritta con Pechino”; la Harris “Non siamo ossessionati dalla Cina”. Sulla politica estera, la Harris: “Trump ha tradito i nostri amici e ha tenuto rapporti con dittatori … Trump crede più a Putin che alla nostra intelligence… Abbiamo abbandonato accordi con la Nato e con l’Iran… L’unilateralismo e isolazionismo hanno reso l’America meno sicura…”; Pence: “Abbiamo trasferito l’ambasciata Usa a Gerusalemme… Abbiamo ucciso al Baghdadi senza perdere un uomo… Abbiamo ucciso Soleimani… Gli Stati Uniti hanno reso gli alleati più sicuri…”.

S’è parlato pure delle tensioni razziali e dell’operato della polizia. La Harris: “La violenza non è mai giustificata, neppure se la fa la polizia… Ma bisogna sempre battersi per la giustizia… Trump non ha condannato razzisti e suprematisti: l’America si merita di meglio”; Pence: “Non ci sono scuse per le violenze, i saccheggi…”.

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