– 256: Putin aiuta Trump a essere rieletto

21 Feb 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

La Russia sta interferendo nella campagna per le presidenziali: vuole fare rieleggere Donald Trump. Il New York Times riferisce che un allarme in tal senso è stato lanciato una settimana fa dai vertici dell’intelligence degli Stati Uniti, che hanno messo in guardia il Congresso, in un briefing svoltosi il 13 febbraio.

L’episodio – racconta il giornale – ha mandato su tutte le furie il magnate presidente, nel timore che le rivelazioni fatte ai deputati possano essere utilizzate contro di lui dai democratici. Proprio da qui sarebbe nata la decisione di silurare Joseph Maguire, capo ad interim dell’intelligence statunitense, responsabile dello svolgimento del briefing, e di chiamare l’ambasciatore Richard Grenell a capo dell’intelligence nazionale.

Un recente sondaggio indicava che la maggior parte degli americani pensa che Trump stia incoraggiando interferenze straniere nelle elezioni statunitensi. Fatto da Npr, Pbs NewsHour e Marist, il rilevamento riferiva che il 50% degli intervistati ne è convinto e che ben il 56% ritiene che il presidente faccia poco o nulla per bloccare le interferenze in Usa 2020. Due elettori su cinque considerano che il voto degli americani non sia sicuro.

A renderli ancora più dubbiosi, c’è la notizia che Trump ha ingaggiato Matt Oczkowski, 31 anni, l’ex responsabile prodotto di Cambridge Analytica, la società britannica fallita che avrebbe usato illecitamente i dati di milioni di utenti Facebook per manipolare le presidenziali Usa 2016, facendo spot mirati in  base a profilazioni psicologiche. Lo scrive Politico: la mossa di Trump suscita allarme tra i detrattori del magnate e i difensori della privacy, timorosi che il presidente ricorra nuovamente alla stessa tecnica per riconquistare la Casa Bianca. Oczkowski, che aveva già lavorato con Trump nel 2016, ha una sua società denominata HuMn Behavior.

Dal dibattito democratico di mercoledì sera a Las Vegas, Elizabeth Warren ha avuto echi positivi “concreti”: la sua campagna è infatti vicina a raccogliere sette milioni di dollari prima dei caucus in Nevada, domani. “Abbiamo appena avuto il miglior giorno di dibattito dell’intera campagna, raccogliendo oltre 2,8 milioni di dollari”, ha twittato il suo team. Warren è stata la mattatrice della serata, con una raffica di attacchi diretti in particolare contro Michael Bloomberg.

Il quale, dal canto suo, nonostante un dibattito sulla graticola, ha incassato l’endorsement di altri tre deputati, Nita Lowey di New York, Josh Gottheimer del New Jersey, Pete Aguilar della California. Salgono così a 15 i parlamentari che hanno dato il loro appoggio all’ex sindaco di New York. Solo Biden, che ne ha tre volte tanti, fa meglio di lui: una conferma che Biden e Bloomberg sono, almeno finora, i preferiti dall’establishment del partito.

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