– 252: Trump in attivo di popolarità per prima volta

25 Feb 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Donald Trump incassa, in termini di popolarità, il dividendo dell’impeachment, da cui è uscito assolto: un sondaggio Gallup gli attribuisce un 49% di approvazione e un 48% di disapprovazione fra i cittadini statunitensi. È la prima volta che il presidente ha un indice di approvazione superiore a quello di disapprovazione dall’inizio della sua presidenza, il che – osservano i sondaggisti – gli consente di sperare di potersi assicurare, nell’Election Day del 3 novembre, un secondo mandato.

La popolarità di Trump cresce, pur restando bassa in termini assoluti e se confrontata con quella di alcuni suoi predecessori, mentre i democratici faticano a esprimere il candidato da contrapporgli: il senatore del Vermont Bernie Sanders è in testa alla corsa alla nomination dopo i voti in tre Stati e in attesa di quello in South Carolina sabato 29 febbraio, ma solo il Super Tuesday del 3 marzo, darà indicazioni attendibili sulla forza, ad esempio, di Mike Bloomberg e potrebbe ulteriormente sfoltire il lotto degli aspiranti.

Stasera, nel dibattito in South Carolina, il decimo della serie, sul palco ci sarà pure il miliardario Tom Steyer, qui molto forte nei sondaggi, accanto ai ‘soliti’ Sanders, Bloomberg, Joe Biden, Pete Buttigieg, Elizabeth Warren e Amy Klobuchar.

La media degli indici di popolarità del sito The FiveThirtyEight mostra che quella di Trump è andata costantemente crescendo da settembre, cioè dall’inizio della procedura d’impeachment: attualmente, la media è al 43,3% di approvazione contro il 52,2% di disapprovazione. Gli analisti osservano che quando un presidente, a 250 giorni dall’Election Day, ha tra il 46 e il 54% di tasso d’approvazione deve affrontare un’elezione serrata, mentre se è sotto il 45% di solito perde.

Domenica, un sondaggio Cbs indicava che due americani su tre ritengono che Trump possa essere rieletto – e, fra questi, un terzo di elettori democratici e nove repubblicani su 10 -. C’è invece incertezza su chi sarà il candidato democratico e si prevede a novembre un testa a testa: nella media dei sondaggi, ad esempio, il presidente è oggi sotto Sanders di quattro punti nel voto popolare, ma è sempre in vantaggio come Grandi Elettori, che sono quelli che contano.

Trump ne ha più della fatidica soglia di 270 (su 538) anche perdendo il Michigan e la Pennsylvania che vinse nel 2016. In questo quadro, lo Stato chiave diventerebbe il Wisconsin, che Trump vinse nel 2016 e dov’è tuttora avanti, o in alternativa l’Arizona – possibile che i democratici vi vincano – o la Florida – difficile -.

Sanders, intanto, ha ricevuto l’endorsement di Marianne Williamson, l’attivista e scrittrice ritiratasi a gennaio dalla corsa alla nomination. In un post su Twitter, la Williamson scrive: “Farò tutto ciò che posso per sostenerlo”; e sottolinea che quarant’anni di capitalismo senza coscienza hanno creato il contraccolpo di una rivoluzione politica che Sanders guida.

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