25 mila militari a Washington, week-end e Inauguration “caldi”

16 Gen 2021 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Con l’avvicinarsi dell’Inauguration Day, il 20 gennaio, cresce a Washington l’ansia per la sicurezza dell’evento: il Pentagono ha ieri autorizzato lo dispiegamento fino a 25 mila uomini della Guardia Nazionale, a difesa della cerimonia del giuramento e dell’insediamento alla Casa Bianca di Joe Biden, rispetto ai 20 mila fino a ieri previsti.

Ci sono ora quattro volte più militari Usa a Washington, acquartierati al Congresso, con corridoi e hall trasformati in dormitori, che in Iraq e in Afghanistan, dove i contingenti sono stati ieri ridotti – 2500 soldati in ciascun Paese -. Uomini della Guardia nazionale, oltre che agenti di polizia, presidiano il Campidoglio e le altre istituzioni della capitale federale.

L’allarme è alto anche nelle capitali dei 50 Stati. Oltre che le proteste dei ‘trumpiani’, la cui rabbia è stata nutrita dalle false affermazioni del magnate presidente sulle elezioni ‘rubate’, si temono reazioni di estremisti di sinistra: ieri, in Florida, è stato arrestato un uomo che sui social promuoveva una contro-manifestazione armata alle proteste pro-Trump annunciate nel week-end alla Florida Statehouse, a Tallahassee. Secondo gli inquirenti, Daniel Baker, un ex militare, stava reclutando proseliti e aveva pubblicato un video in cui si mostrava con numerose armi.

Gli elementi finora raccolti nelle indagini sulla presa del Campidoglio inducono a tenere alto l’allarme in vista delle proteste annunciate nel fine settimana e soprattutto il 20, quando ci sarà l’Inauguration Day di Joe Biden. Secondo l’Ap, “anni di minacce dei suprematisti bianchi” stanno arrivando al loro acme.

Gli insorti che diedero l’assalto al Congresso il 6 gennaio volevano “catturare e uccidere” deputati e senatori e arrivarono “pericolosamente vicini” al vice-presidente Mike Pence, che i facinorosi consideravano un traditore per avere avallato l’esito del voto sfavorevole al presidente Trump.

Dall’inchiesta su Jacob Anthony Chansley Angeli, noto come Jake lo Sciamano, l’uomo fotografato dentro il Congresso con un copricapo di pelliccia e corna bovine, emergono “forti prove” che l’intento degli insorti fosse di “catturare ed e uccidere” degli eletti: lo si legge nell’incartamento per la conferma dell’arresto di Angeli, ritenuto a rischio di fuga. In un biglietto lasciato sulla scrivania di Pence, lo ‘sciamano’ aveva scritto. “E’ solo questione di tempo, la giustizia sta arrivando”.

Un veterano dell’Air Force, arrestato in possesso di manette, il tenente colonnello Larry Rendall Brock, avrebbe invece voluto “prendere ostaggi, forse processarli, forse giustiziarli”. Brock era stato fotografato al Congresso in tenuto da guerra, elmetto e giubbotto antiproiettile, con le manette in mano: “Le ho trovate per terra e volevo consegnarle a un poliziotto, ma ne sono dimenticato”, disse il giorno dopo al New Yorker.

Lo ‘sciamano’, in quarantena in un penitenziario federale, perché positivo al Covid, chiede a Trump la grazia “Aveva risposto alla sua chiamata”, ha spiegato Albert Watkins, legale di grido di St. Louis che ha già ottenuto perdoni per altri clienti eccellenti tra cui Mark e Patricia McCloskey, la coppia che in estate minacciò con fucile e pistola manifestanti Black Lives Matter che sfilavano davanti alla loro casa.

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