– 249: il coronavirus contagia la campagna

28 Feb 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Il coronavirus contagia la campagna di Usa 2020 e gli aspiranti alla nomination democratica si mostrano compatti nel criticare le scelte del presidente Donald Trump e della sua Amministrazione, che cercano di contenerne la diffusione e, soprattutto, si direbbe, l’impatto sull’economia.

Ciò avviene alla vigilia delle primarie in South Carolina, dove i sondaggi non aiutano a prevedere l’esito del voto: fino a ieri, Bernie Sanders veniva dato in rimonta su Joe Biden, sempre avanti, ma ormai a distanza di tiro del rivale; oggi, invece, un rilevamento della Monmouth University vede l’ex vice di Barack Obama 20 punti avanti il senatore del Vermont (36% a 16%), con il miliardario Tom Steyer al 15%.

Un risultato del genere sarebbe per Biden, in testa anche nei sondaggi in Florida, un buon viatico per il Super Tuesday del 3 marzo, quando ci saranno 16 primarie e si assegneranno circa un terzo dei delegati alla Convention.

Il duello a distanza sul coronavirus degli aspiranti alla nomination democratica con il presidente aveva già avuto un prodromo nel dibattito di martedì, quando critiche unanimi erano state rivolte alla gestione dell’emergenza da parte dell’Amministrazione, accusata d’avere pure tagliato i fondi alla sanità. Trump aveva risposto in diretta su Twitter: “La mia Amministrazione sta facendo un grande lavoro, compresa l’immediata chiusura dei confini a certe aree del mondo. Una misura a cui i democratici erano contrari”. Il risultato, aveva aggiunto, “è che finora negli Usa non c’è stata alcuna vittima”.

Poche ore dopo, però, Trump annunciava la nomina di uno ‘zar anti-virus’, il suo vice Mike Pence, e una serie di misure per contenere il contagio e, soprattutto, per limitarne l’impatto sull’economia, con le borse e i mercati da giorni in sofferenza – la giornata di ieri è stata la peggiore di Wall Street dal 2011, osserva il New York Times -.

Una parte della comunità scientifica giudica troppo restrittivi i criteri dei controlli anti-coronavirus fin qui adottati. Un paziente che non rientrava nei parametri federali non è stato sottoposto al test per giorni, nonostante i dottori sospettassero il contagio fin dal ricovero al Davis Medical Center della University of California e avessero subito chiesto di effettuare gli esami.

Secondo il Cdc, il Centro di Atlanta per il controllo e la prevenzione delle malattie, il paziente, che è poi risultato positivo, sarebbe la prima persona infettata negli Usa senza provenire dall’Asia: potrebbe avere contratto il virus da un viaggiatore già infetto, oppure – e sarebbe più allarmante – da altri membri della sua comunità.

Fino a ieri, il Cdc ha limitato i test ai pazienti che sono stati di recente in Cina o che hanno avuto contatti con persone sicuramente infette. Non è chiaro se i criteri saranno ora modificati. E, intanto, virologi che denunciano i rischi del contagio sono oggetto di attacchi online dopo essere stati esposti al pubblico ludibrio dal conduttore radiofonico di destra Rush Limbaugh, che Trump ha appena insignito della Medaglia della Libertà.

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