– 244: dopo il Super Tuesday è corsa a due, Biden vs Sanders

4 Mar 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Joe Biden vince in dieci Stati, fra cui il Texas, dov’è testa a testa; Bernie Sanders vince in quattro, ma fa bottino in California, che è il più popoloso e il più ricco di delegati. Nella notte in cui si contano voti e delegati del Super Tuesday, la coalizione dei moderati creatasi intorno a Biden contro Sanders funziona. Non decolla la campagna di Mike Bloomberg; e va a fondo quella di Elizabeth Warren, battuta da Biden nello Stato di cui è senatrice – il Massachusetts – e in quello dov’è nata, l’Oklahoma.

La corsa alla nomination, di qui in avanti, sarà a due: Biden contro Sanders, centro contro sinistra. Sanders non va in fuga solitaria, come forse sperava, ma il successo in California potrebbe tenerlo in testa alla conta dei delegati.

Biden, che trae vantaggio dai ritiri e dagli endorsement di Pete Buttigieg e Amy Klobuchar, prevale a sorpresa in Virginia, dov’era favorito Sanders, e conquista Maine, Massachusetts, North Carolina, Tennessee, Alabama, Oklahoma, Arkansas e Minnesota. Sanders prevale nel Vermont – il suo Stato -, in Colorado e nello Utah, prima dei risultati da California e Texas.

Sanders ha una partenza in salita: la sconfitta in Virginia innesca un po’ di delusione. Poi le notizie dalla California, che da sola vale 415 delegati, più del 10% del totale, gli ridanno fiducia. Ma il Super Tuesday fa scattare un segnale d’allarme: perde in tutti gli Stati che sono passati dal sistema dei caucus a quello delle primarie – Maine, Minnesota, Colorado -, dove pure aveva vinto nel 2016; e ve ne sono molti altri, di qui in avanti, che hanno fatto la stessa scelta.

Biden, partito malissimo in queste primarie con un filotto di sconfitte – Iowa, New Hampshire, Nevada – vive un Super Tuesday positivo: dopo la conquista della South Carolina e gli endorsement di Buttigieg e Klobuchar, la sua campagna ha ritrovato fiducia e ha dissipato lo scetticismo che la circondava. “È una grande notte”, esulta l’ex vice-presidente di Barack Obama a Los Angeles: “Ci avevano dati per morti, ma siamo qui, siamo vivi, abbiamo fatto qualcosa di straordinario”.

Sanders, da Burlington, la città nel Vermont di cui è stato sindaco, conferma fiducia: “Vinceremo la nomination e sconfiggeremo Donald Trump, il presidente più pericoloso della nostra storia”.

Grande la delusione per Bloomberg, che vince solo nelle Isole Samoa e non sfonda in Stati su cui aveva puntato, come Virginia e Arkansas. Il miliardario valuterà nelle prossime ore il da farsi, discutendo con il suo staff se e come procedere.

Donald Trump, che inanella vittorie nelle sue primarie senza contendenti, gira il coltello nella piaga: “Il vero perdente della serata è di gran lunga mini-Mike. 700 milioni di dollari buttati via per niente: le uniche cose che ha ottenuto sono il soprannome mini Mike e la totale distruzione della sua reputazione”. L’altra perdente è “Elizabeth ‘Pocahontas’: non è arrivata nemmeno vicino a una vittoria nel suo Stato… Beh, ora può sedersi insieme al marito e bersi una birra fresca”.

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