– 242: Warren lascia la corsa, Sanders il sud

6 Mar 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Il fiele più amaro Elizabeth Warren l’ha dovuto bere nel suo Stato, il Massachusetts, che l’ha eletta per due volte senatrice: nel Super Tuesday delle primarie democratiche, lì è finita terza, dietro l’ex vice-presidente Joe Biden, l’asso piglia(quasi)tutto di giornata, e dietro il senatore Barnie Sanders, che le contendeva, con successo, il voto di sinistra. 

Così, dopo averci pensato un giorno in più di Mike Bloomberg, Warren ha abbandonato la corsa alla nomination democratica. In autunno era parso, per un breve periodo, che la sua campagna potesse decollare: la senatrice era persino stata in testa nei sondaggi nazionali. Ma quella che fu l’egeria di Occupy Wall Street non ha poi saputo allargare il proprio sostegno da una élite di progressisti, conquistati dai suoi piani da professoressa d’economia, a una base più larga e non ha mai avuto l’appoggio della classe lavoratrice.

Annunciando il ritiro, Warren non ha dato il suo endorsement né a Biden né a Sanders – quest’ultimo è politicamente più vicino a lei e la sta ‘corteggiando’ -. La senatrice ha detto di avere ancora bisogno di tempo per decidere. La sua scelta, come la corsa alla nomination, è ormai limitata a uno dei due, anche se formalmente resta in lizza anche la deputata delle Hawaii Tulsi Gabbard, che forse aspetta di misurarsi nel suo Stato prima di abbandonare.

A due giorni dal Super Tuesday, il conteggio aggiornato ma non ancora completo dei delegati vede Biden davanti Sanders: 610 contro 541. Dopo desistenze e endorsement, Biden può anche contare sui 59 di Bloomberg, i 26 di Pete Buttigieg e i sette di Amy Klobuchar. Warren ne ha 64 e Gabbard 2.

In un messaggio d’addio e di ringraziamento ai suoi sostenitori, Warren rivendica alcuni meriti della sua campagna e, in particolare, il ruolo avuto negli ultimi due dibattiti nell’affossare la candidatura di Bloomberg, “un miliardario cui è stata negata la possibilità di comprarsi l’elezione”. 

L’uscita di scena della senatrice è stata salutata con commenti per lei lusinghieri sia da Biden sia da Sanders. La speaker della Camera Nancy Pelosi considera che ci sia “un elemento di misoginia” che mina le candidature delle donne alla Casa Bianca: “Ogni volta che sono presentata come la donna più potente d’America quasi piango perché vorrei che non fosse vero … Vorrei avessimo una donna presidente degli Stati Uniti e ci siamo arrivati vicino”.

Sanders sta intanto modificando i suoi piani: ha cancellato i suoi appuntamenti in Mississippi, preferendo concentrarsi sul Michigan – nei due Stati si voterà martedì 10 marzo -. È segno che considera persi il Sud e i neri e vuole invece difendere le sue posizioni intorno ai Grandi Laghi.

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