– 238: al voto in sei Stati, Michigan cruciale

10 Mar 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Dieci milioni di abitanti, su una superficie che è i tre quarti dell’Italia, il Michigan ha quest’anno due chiavi importanti in mano: quella della nomination democratica e quella, ben più determinante, della Casa Bianca. Qui, nel marzo 2016, Bernie Sanders batté d’un soffio Hillary Clinton, creando la sorpresa e prendendosi 67 delegati contro 63; e qui, nel novembre 2016, più clamorosamente ancora, Donald Trump sconfisse d’un’inezia Hillary, meno di 11 mila voti su oltre quattro milioni e mezzo di suffragi espressi.

I rovesci di Hillary in Michigan e in Pennsylvania – insieme all’Ohio gli Stati manifatturieri per eccellenza dell’Unione -, furono determinanti nelle presidenziali 2016. Se Joe Biden, oggi, riuscirà a battere Sanders farà un passo avanti significativo verso la nomination e consoliderà la percezione che possa estromettere dalla Casa Bianca il magnate presidente.

Alla vigilia di questo mini-Super Tuesday – oltre che in Michigan, si vota in Idaho, Mississippi, Missouri, North Dakota e nello Stato di Washington –, un sondaggio della Cnn indica che il 52% degli elettori democratici dei sei Stati punta su Biden e solo il 36% su Sanders. Il senatore conferma di avere uno zoccolo di sostenitori solidissimo, ma di non riuscire ad andare oltre una soglia che oscilla fra un terzo e i due quinti.

In Michigan, dove Sanders ha concentrato i suoi sforzi negli ultimi giorni, dando per perso il Sud, dove il voto dei neri pesa, Biden ha incassato endorsement prestigiosi, politici e mediatici. Bernie ha già messo le mani avanti: continuerà la corsa, anche se oggi dovesse perdere, verso le primarie del 17 marzo in Stati tradizionalmente chiave nell’Election Day, Florida e Ohio, oltre che in Illinois e Arizona.

Biden continua a collezionare endorsement di suoi ex rivali: dopo Mike Bloomberg, Pete Buttigieg, Amy Klobuchar e Beto O’Rourke, ecco i senatori Kamala Harris e Cory Booker. Harris, che viene dalla California, dove martedì scorso ha vinto Sanders, dice “”Non c’è nessuno più preparato di Joe per riportare onore e decenza nello Studio Ovale”; e s’impegna a fare tutto quello che potrà per contribuire alla sua elezione. Booker, che viene dal New Jersey, afferma: “Biden riporterà onore e affronterà le sfide più pressanti”.

Sanders, che non è popolare fra i neri, ha invece l’appoggio del leader dei diritti civili, il reverendo Jesse Jackson, “Con l’eccezione dei nativi americani, gli afro-americani sono la categoria rimasta più indietro negli Stati Uniti sia da un punto di vista sociale sia da un punto di vista economico. E chi è indietro non può recuperare scegliendo una strada moderata. La strada progressista di Sanders è quella che ci offre le chances migliori”.

Ora s’attende la decisione di Elizabeth Warren: la senatrice del Massachusetts s’è ritirata dalla corsa e si è presa del tempo per decidere chi appoggiare. La sua agenda progressista l’avvicina a Sanders, ma altre considerazioni potrebbero indurla a sostenere Biden.

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