– 233: Biden vs Sanders, dibattito al tempo del coronavirus

15 Mar 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Questa sera, alle 21.00 ora di Washington, le 3 del mattino in Italia, Joe Biden e Bernie Sanders saranno per la prima volta l’uno di fronte all’altro in un dibattito televisivo a due che è un vero e proprio duello fra i candidati ‘superstiti’ alla nomination democratica alla Casa Bianca.

Il confronto si svolge in un clima di emergenza nazionale per il contagio da coronavirus, che ha indotto un secondo Stato, la Georgia, dopo la Louisiana, a rinviare le primarie dal 24 marzo al 19 maggio e che ha suggerito al presidente Donald Trump di sottoporsi al test, risultato negativo.

Nel dibattito, Sanders intende rilanciare la sua campagna e Biden confermarsi battistrada: l’ex vice di Barack Obama arriva al confronto in posizione di forza, con 881 delegati già acquisiti (Sanders ne ha 725) e una media del 45% dei consensi nei sondaggi nazionali (Sanders ne ha il 34%) – è ancora in corso l’assegnazione di oltre un centinaio di delegati degli Stati già andati al voto -. Resta pure in lizza, ma fuori dai radar, la deputata della Hawaii Tulsi Gabbard, meno dell’1% dei consensi e due delegati.

La corsa non è chiusa: per la nomination, ci vogliono 1991 delegati. Tra il voto in South Carolina del 29 febbraio e il Super Tuesday del 3 marzo c’è stato un repentino cambiamento: Biden ha scavalcato Sanders, fino a quel momento il battistrada. Ma le straordinarie circostanze in cui si sta ora svolgendo la campagna per l’emergenza coronavirus, con i candidati che riducono fino ad eliminarli gli eventi di massa, possono essere foriere di altri scossoni.

Il dibattito si tiene in un clima di “palpabile ansietà”, scrivono i media americani: è stato trasferito da un teatro di Phoenix a uno studio di Washington, per ridurre al massimo gli spostamenti, senza pubblico né media presenti e senza ‘spin room’; e uno dei moderatori rimasto potenzialmente esposto al virus s’è fatto da parte.

Anche la Casa Bianca ha cambiato posizione e atteggiamento sul contagio: dopo avere sottovalutato il problema, Trump ha preso misure drastiche, almeno nei confronti dei Paesi europei, e s’è pure sottoposto al test, dopo avere avuto contatti con diverse persone poi rivelatesi positive. Il suo vice Mike Pence, ‘zar anti virus’, invita lo staff della Casa Bianca a seguire le linee guida anti-diffusione del contagio, evitando il più possibile “contatti fisici”.

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