– 232: sul coronavirus da Biden e Sanders ricette diverse

16 Mar 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Da New York a Los Angeles, da Miami a Las Vegas, l’America chiude per emergenza coronavirus: lo fa per ora a macchia di leopardo, seguendo la geografia del contagio e degli Stati, come avveniva da noi all’inizio. Il giro di vite alle misure coincide con il dibattito fra Joe Biden e Bernie Sanders, rimasti a contendersi la nomination democratica: i due concordano nel denunciare l’inerzia iniziale dell’Amministrazione di Donald Trump e nel chiederle un’azione più aggressiva, ma sono divisi sul che cosa fare e sciorinano i loro diversi approcci alla sanità pubblica; e Biden cita l’Italia.

Quasi in contemporanea, quando il bilancio del contagio negli Usa è di 3400 contagi e 65 decessi, il vice di Trump Mike Pence, ‘zar’ del coronavirus, anticipa un’imminente stretta a livello federale.

Nel loro primo confronto faccia a faccia di queste primarie – Tulsi Gabbard, che resta in corsa, non ha i requisiti per parteciparvi -, senza pubblico e senza stampa, in uno studio Cnn di Washington dove l’evento è stato trasferito da Phoenix ,in Arizona, proprio causa coronavirus, Biden e Sanders si salutano toccandosi con i gomiti e si sistemano a distanza di sicurezza.

“La campagna Usa 2020 è finita. Parte la campagna del coronavirus”, titolava il New York Times domenica. Le dichiarazioni iniziali dei due rivali lo confermano: “Siamo in guerra. Questa è un’emergenza più grande di noi“, dice Biden, accusando Donald Trump di averla sottovalutata; e Sanders incalza: “Il presidente sta minando e indebolendo la posizione di medici e scienziati che cercano d’aiutare il popolo americano”. Entrambi chiedono l’immediata mobilitazione dell’esercito.

Fin qui, piena sintonia. Ma Sanders, che si autodefinisce ‘socialista’, propone, per fare fronte a crisi come quella del coronavirus, la creazione d’un sistema nazionale di sanità pubblica gratuita, come nei Paesi europei, oltre a profonde riforme economiche. Biden, per dargli torto, cita l’Italia, dove c’è “un sistema sanitario universale” che “non ha funzionato per evitare la pandemia”. Sanders ribatte: “L’assenza di un sistema sanitario universale e centralizzato rende più difficile rispondere alle crisi”. Biden vorrebbe piuttosto lanciare “un programma multi-multi-miliardario” per contenere il contagio e sostenere l’economia: “Ci sono cose più urgenti che reinventare il sistema sanitario”.

Biden s’è anche impegnato in modo esplicito a scegliere una donna come ‘vice’, facendo schizzare in alto le chances della senatrice Kamala Harris. Sanders ha detto che “con ogni probabilità” lo farà anche lui, ma ha aggiunto: “L’importante è che sia un progressista”.

L’ombra del coronavirus si allunga sulle primarie in programma domani in quattro Stati: la Florida e l’Ohio, tradizionalmente cruciali nell’Election Day, l’Illinois e l’Arizona. Il voto è confermato, mentre Louisiana e Georgia lo hanno rinviato da aprile rispettivamente a giugno e maggio.

E il presidente del partito democratico Usa, Tom Perez, nega che si stia già pensando a un’inedita convention online, anche se ha ammesso che la situazione sarà valutata “di giorno in giorno”.

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