– 206: vittime da coronavirus, il giorno del sorpasso

11 Apr 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Gli Stati Uniti stanno divenendo, in questo sabato 11 aprile, vigilia di Pasqua, il Paese al mondo con il maggior numero di vittime da coronavirus, superando l’Italia. Ieri, i morti per il contagio negli Usa sono stati 2.100, un record, per un totale di 18.693, a fronte delle 18.849 italiane, stando ai dati in continuo divenire della Johns Hopkins University. I colpiti dal virus nell’Unione sono oltre mezzo milione, quasi un terzo del totale mondiale.

Lo Stato di New York, con meno di 20 milioni di abitanti, da solo conta più contagi di qualsiasi Paese del mondo eccetto gli Usa: oltre 160 mila – la Spagna è sotto i 160 mila, l’Italia sotto i 150 mila -, di cui oltre 87 mila a New York City. Anche se il ritmo d’incremento del contagio pare rallentare nella Grande Mela, il numero delle vittime impone misure straordinarie, come l’allestimento di fosse comuni in aree riservate alle sepolture degli indigenti e destinate alle vittime che non potevano permettersi un funerale.

Nel giorno in cui il totale dei deceduti da coronavirus nel mondo supera i 100 mila, Melania Trump sfida ancora una volta il marito presidente e, in un messaggio sui social, appare con la mascherina che Donald, invece, non vuole indossare, nonostante le raccomandazioni del Centers for Disease Control and Prevention. Non è la prima volta che la ‘first lady’ mostra insofferenza per le decisioni del marito, che scavalcò nel condannare l’estrema destra per i fatti di Charlottesville e nell’intervenire a favore dei minori separati dai genitori all’ingresso negli Stati Uniti dal Messico.

In questo contesto, il presidente Trump dice: “Voglio riaprire gli Stati Uniti il prima possibile, ma saranno i dati e gli esperti a determinarlo” e parla della “decisione più importante della mia vita”. “Mi circonderò delle menti migliori, li ascolterò, ma poi la decisione spetta a me”, aggiunge Trump, che non rinuncia all’ottimismo: “Ci sono segnali che le nostre strategie aggressive stanno salvando migliaia di vite … Avremo molto meno di 100mila morti”, cioè meglio delle previsioni più drammatiche; “Non è necessario effettuare test a tutti”, ci sono vaste aree che non ne hanno bisogno.

C’è pure l’ipotesi di un’eventuale nuova chiusura nel caso l’epidemia dovesse riprendere piede dopo la riapertura. E il presidente si consola coi dati della finanza: “Questa settimana abbiamo avuto il maggior balzo sul mercato finanziario dal 1974″.

Altre voci inducono alla prudenza: la “maggior parte dell’Unione” non sarà aperta per il 1° maggio, afferma il capo del servizio sanitario pubblico degli Stati Uniti Jerome Adams, parlando alla Fox. Secondo il New York Times, che cita previsioni fatte dai dipartimenti della Sicurezza nazionale e della Sanità, le restrizioni riducono la diffusione del coronavirus, ma rimuoverle dopo 30 giorni provocherebbe un rimbalzo delle infezioni durante l’estate e un numero di morti senza paragoni.

Per Trump, le uniche buone notizie vengono dalla politica: in campo democratico, restano divisioni e c’è chi ancora spinge per Andrew Cuomo come candidato presidenziale, al posto di Joe Biden, che starebbe per ricevere l’appoggio di Barack Obama.

Potete seguire tutti gli aggiornamenti del Diario Usa2020 sul blog di Giampiero Gramaglia