2021: Ue tra democrazia e politiche di coesione e inclusione

1 Gen 2021 - Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

Nel 2020, l’Europa, come d’altronde il resto del Mondo, ha attraversato una situazione complicata e difficile da gestire. Ma cosa aspettarsi dall’Unione europea nel 2021? Sembrano esserci molti “fari di speranza” che ci proiettano verso un’Europa diversa e più pronta ad affrontare il nuovo anno. Innanzitutto, la recente elezione di Joe Biden negli Usa, rilevante anche per i Paesi europei. Difatti, il presidente del Parlamento europeo, Davide Sassoli, ha voluto congratularsi con il nuovo leader Usa, ribadendo la necessità di rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti.

“Il mondo ha bisogno di un forte rapporto tra Europa e Stati Uniti […] Insieme possiamo lottare contro il cambiamento climatico, affrontare la transizione verde, la trasformazione digitale, impegnarci per la nostra sicurezza, contrastare il terrorismo, difendere i diritti umani”. Queste le parole di Sassoli, fiducioso per i benefici che la vittoria del candidato democratico potrebbe portare all’Ue.

Ma qual è effettivamente il piano dell’Europa per fare in modo che il nuovo anno sia una rinascita positiva per i cittadini? Una risposta potrebbe trovarsi nell’adozione, l 17 dicembre 2020, del regolamento che stabilisce il quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2021-2027.

Il regolamento prevede un bilancio a lungo termine di 1074,3 miliardi di euro per l’Ue-27. Questo stanziamento, insieme allo strumento per la ripresa Next Generation EU, consentirà all’Unione europea di finanziare la ripresa dalla pandemia e le priorità a lungo termine in diversi settori.

Così come indicato dalla Commissione europea, l’Ue nel periodo 2021-2027 dovrà acquisire cinque caratteristiche tra loro diverse ma al contempo complementari: essere più intelligente, più verde, più connessa, più sociale e più vicina ai cittadini.

Con lo sguardo al 2021, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “La nostra massima priorità continuerà ad essere quella di salvare vite umane e tutelare i mezzi di sostentamento messi a dura prova dalla pandemia di coronavirus … l’Europa non è ancora fuori pericolo e la seconda ondata sta colpendo duramente tutto il suo territorio. Dobbiamo restare vigili e andare avanti, tutti”.

Le parole della presidente sono piene di positività e speranza. L’Europa del 2021 dovrebbe essere così: positiva e unita per affrontare le sfide del futuro. Il coronavirus è stato un nemico di tutti, senza distinzione di etnia, classe sociale, sesso, religione. E così come il diritto al vaccino per tutti gli europei, c’è anche bisogno di una maggiore applicazione del Ceas (il Sistema europeo comune di asilo), in particolare per la tutela dei rifugiati LGBTQ+, spesso perseguitati nei loro Paesi d’origine.

Sicuramente dall’Ue del 2021 ci aspettiamo un’attenzione maggiore verso i bisogni dei cittadini europei (e non solo), nel rispetto dei loro diritti umani e sociali. Perché, in fin dei conti, come si può combattere al meglio un virus di questa portata se non rafforzando prima di tutto noi stessi?

Alessia Saracino