– 201: con Warren il campo dem è tutto dietro Biden

16 Apr 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Dopo gli endorsement a Joe Biden da parte di Bernie Sanders lunedì e di Barack Obama martedì, l’ ‘operazione unificazione’ dei democratici dietro l’ex vice-presidente ora candidato 2020 alla Casa Bianca s’è ieri completata con l’endorsement di Elizabeth Warren, che in un tweet dice d’essere “orgogliosa” di appoggiare Biden, lodandone empatia, esperienza, integrità e competenza. “Non possiamo lasciare che Donald Trump continui a mettere in pericolo le vite e i mezzi di sostentamento di tutti gli americani”.

In un video-messaggio, la senatrice progressista del Massachusetts, già in corsa per la nomination, afferma: “L’empatia conta. E, in questo momento di crisi, è più importante che mai che il prossimo presidente restituisca la fiducia degli americani nel governo buono ed efficace… Biden ha speso quasi tutta la sua vita nel servizio pubblico. Lui sa che un governo gestito con integrità, competenza e cuore salverà vite e mezzi di sostentamento”.

Dopo averne ricevuto l’endorsement, Biden ha reso omaggio alla senatrice Warren, rivelando che sta lavorando con lei da settimane “per identificare e adottare importanti proposte politiche” che potranno rafforzare la sua piattaforma elettorale: un’ulteriore conferma che dietro gli endorsement dei suoi principali rivali della sinistra del partito democratico, Sanders e Warren, ci sono mediazioni per rendere il programma più progressista.

L’allineamento dei democratici dietro Biden si compie mentre il presidente Trump s’appresta ad annunciare oggi le direttive per la ripartenza dell’America, dopo avere affermato che l’epidemia di coronavirus ha forse superato il suo picco. Ieri, Trump s’era detto “stufo” di vedere in tv vecchie partite e aveva espresso l’auspicio che lo sport riapra.

Nella giornata di mercoledì 15 aprile, i morti da coronavirus nell’Unione sono stati 2.569 – mai così tanti – e hanno superato i 28 mila: oggi potrebbero superare i 30 mila, mentre i contagi s’avvicinano a quota 650 mila, su un totale mondiale di oltre due milioni, secondo i dati della Johns Hopkins University. Trump, ora, dice di sperare che i morti, a conti fatti, siano meno di cento mila.

Con il taglio dei fondi all’Organizzazione mondiale della sanità, Trump ha azzeccato una di quelle mosse che fanno l’unanimità: contro. Il taglio dei fondi degli Usa all’Oms – ne sono il principale contribuente, coprendo circa il 15% dei costi – gli vale una valanga di critiche anche da Mosca e Pechino, da Bruxelles e Parigi e Berlino.

Oltre che, naturalmente, dal partito democratico. “Insensata, pericolosa e illegale”: così la speaker della Camera Nancy Pelosi bolla la volontà di bloccare i fondi all’Oms, preparandosi a contrastarla in Congresso. E nel rialzo della tensione politica, il presidente minaccia di utilizzare la sua “autorità costituzionale” per sospendere formalmente le due camere del Congresso – ora in pausa sino a inizio maggio -, così da potere procedere con le nomine della sua Amministrazione, alcune delle quali legate all’emergenza coronavirus.

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