– 185: Joe Biden smentisce le accuse di abusi

2 Mag 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Joe Biden smentisce le accuse di abusi sessuali mossegli da Tara Reade, che fu sua collaboratrice negli Anni Novanta, quando era senatore del Delaware. Il candidato democratico alla Casa Bianca afferma, in un comunicato, che “le accuse non sono vere” e che quel che dice Reade “non è mai successo”.

Sollecitato da più parti, Biden ha dunque rotto il silenzio su una vicenda per lui imbarazzante, anche se la credibilità di Tara Reade non è mai parsa forte: i fatti risalirebbero al 1993. Nel suo comunicato, Biden osserva che l’allora supervisore della donna e altri ex alti funzionari del suo ufficio “hanno inequivocabilmente detto che la Reade non andò mai da loro né si lamentò o sollevò problemi”.

Tara Reade, che lavorò brevemente come assistente dell’allora senatore nella prima metà degli Anni Novanta, era una delle donne che l’anno scorso avevano sostenuto che Biden le aveva toccate, sul collo o sui capelli, in modo inappropriato. Dopo Pasqua, Reade ha raccontato al New York Times che, nella primavera del 1993, l’ex vice-presidente la spinse contro un muro, le mise una mano sotto la gonna e la toccò.

La Nbc aveva poi ricostruito che la Reade ha presentato una denuncia alla polizia di Washington raccontando di un’aggressione avvenuta tra il 1° marzo e il 31 maggio 1993. Da allora, Biden ha sempre avuto posizioni di prestigio: è stato senatore fino al 2008, poi per otto anni vice di Obama alla Casa Bianca e quindi ora candidato democratico alla presidenza.

Oltre che respingere le accuse di Reade, Biden polemizzaa con il presidente Donald Trump, che si schiera a favore dei manifestanti del Michigan i quali, armati e indossando giubbotti anti-proiettile, senza rispettare le distanze di sicurezza, protestano da giorni contro il lockdown imposto nello Stato dalla governatrice democratica Gretchen Whitmer per contenere l’epidemia di coronavirus.

In un tweet, Biden ha scritto: “Dirò quello che Trump non dirà: la bandiera dei Confederati, le svastiche e altri simboli di odio usati nelle proteste non hanno spazio in America. Il presidente dovrebbe incoraggiare la gente a seguire le misure sanitarie decise dalla governatrice Whitmer e non seminare ulteriori divisioni e discordia”.

“La governatrice del Michigan dovrebbe spegnere l’incendio”, aveva invece twittato Trump. “Sono brave persone, ma sono arrabbiate. Vogliono riavere indietro le loro vite, in modo sicuro! Guardale, parla con loro”

Ieri, è stato autorizzato l’uso del remdesivir, un farmaco antivirale studiato contro l’ebola, per curare i pazienti di coronavirus: il farmaco abbrevia i tempi di recupero, secondo studi condotti sotto l’egida della Federal and Drug Administration, l’Agenzia del Farmaco statunitense.

Sempre ieri, c’è stato l’esordio alla Casa Bianca della nuova portavoce dell’era Trump, la quarta in 40 mesi, che ha subito fatto una promessa impegnativa: “Non vi mentirò mai. Avete la mia parola”, ha detto Kayleigh McEnany, 31 anni, presentandosi ai giornalisti nel suo primo briefing quotidiano.

Potete seguire tutti gli aggiornamenti del Diario Usa2020 sul blog di Giampiero Gramaglia