– 195: 3 americani su 5 vogliono poter votare per posta

22 Apr 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Votare, magari per posta, ma votare: la pensano così quasi i tre quinti degli americani, favorevoli a cambiare le leggi elettorali in modo che tutti abbiano la possibilità di votare per corrispondenza. È il risultato di un sondaggio per conto di Wall Street Journal e Nbc: il 58% degli elettori è favorevole al voto via posta sempre, a fronte di un 39% contrario.

Il voto per posta è visto come un’ipotesi per consentire lo svolgimento delle elezioni presidenziali, e di tutti i voti annessi – federali, statali e locali – in caso di recrudescenza dell’epidemia di coronavirus, che ha già interferito con la corsa alla Casa Bianca, inducendo vari Stati a rinviare le loro primarie. Solo il Wisconsin e, unicamente per posta, l’Alaska hanno votato nell’ultimo mese. Non si sono invece fermate le donazioni, che vendono Joe Biden indietro rispetto a Donald Trump.

Il rischio di un ritorno del contagio in autunno spaventa e il voto per corrispondenza è per molti una valida opzione per consentire operazioni elettorali regolari e sicure. Negli Stati Uniti, i morti per coronavirus martedì sono stati 2.700 circa: il totale delle vittime ha ormai superato quota 44 mila, i positivi sono oltre 825 mila – dati della Johns Hopkins University -. Secondo il Cdc di Atlanta, il Center for Disease Control and Prevention, una seconda ondata autunnale potrebbe rivelarsi più letale della attuale perché si sommerebbe alla stagione dell’influenza.

Se ha fermato le primarie democratiche, il coronavirus non arresta, invece, le raccolte di fondi. Biden a marzo ha raccolto 46,7 milioni di dollari per la sua campagna elettorale: è una cifra record, la più alta finora raccolta in un mese. Ma Biden resta indietro rispetto a Trump, che sempre a marzo ha raccolto 63 milioni.

Commentando il risultato, Biden ha detto: “Continuiamo a innovare e sperimentare nuove modalità per comunicare con la nostra comunità di sostenitori online”, poiché il coronavirus ha radicalmente trasformato la campagna, inducendo i candidati ad abbandonare i comizi e i meeting con migliaia d’astanti. “È il momento di fare campagna in modo diverso, come non abbiamo mai fatto prima”, osserva l’ex vice-presidente di Barack Obama.

Nonostante il record di marzo, Biden – calcola il New York Times – è dietro Trump di quasi 187 milioni di dollari rispetto nella raccolta di fondi complessiva per la Casa Bianca. Un dato che si spiega, in parte, col fatto che fino a Pasqua le donazioni democratiche andavano a diversi aspiranti alla nomination, mentre quelle repubblicane erano tutte per Trump. Nelle corse per il Congresso, invece, i candidati democratici superano, in genere, per raccolta fondi i lori rivali repubblicani.

Nel frattempo, Trump ha decretato il blocco temporaneo per 60 giorni dell’immigrazione, dicendo che esso aiuterà gli americani a trovare un lavoro, e ha detto che 20 Stati su 50 stanno per riavviare le attività economiche, mentre il Dipartimento di Giustizia minaccia cause agli Stati per eccesso di lockdown.

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