– 182: quando #Metoo gioca per Trump contro Biden

5 Mag 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Mentre gli Stati Uniti e il mondo intero sono alle prese con la più grave crisi sanitaria ed economica dalla fine della Seconda Guerra Mondiale; e mentre il presidente Donald Trump distribuisce accuse – alla Cina, all’Organizzazione mondiale della sanità, ai governatori -, invece di assumersi responsabilità; i democratici s’impantanano in un autolesionistico dibattito ‘derivato #Metoo’ sulle accuse di una ex collaboratrice a Joe Biden per un – presunto – episodio del 1993.

Accuse ben più gravi, circostanziate e probabilmente vere, al punto da indurre l’allora candidato Trump a comprare il silenzio di chi lo denunciava, furono trangugiate dall’elettorato repubblicano, anche femminile, nel 2016 e, in una parte dei fan del magnate, ne rafforzarono l’immagine.

La governatrice del Michigan Gretchen Whitmer, figura in ascesa, protagonista di un ‘braccio di ferro’ con Trump sul mantenimento del lockdown nel suo Stato, s’è ieri aggiunta all’elenco delle esponenti del partito democratico che difendono l’ex vicepresidente, ora candidato alla Casa Bianca, dalle accuse di aggressione sessuale che Tara Reade denuncia di avere subito, modificando una storia già raccontata un anno fa.

“Dobbiamo dare alle persone l’opportunità di raccontare la loro vicenda, ma poi abbiamo il dovere di valutarla”, ha detto alla Cnn Whitmer, citata fra le possibili ‘vice’ di Biden, che s’è impegnato a fare ticket con una donna.

Incalzata sull’argomento, anche per avere accreditato a suo tempo le accuse di abuso sessuale contro il giudice della Corte Suprema Brett Kavanaugh, la governatrice ha risposto che “non c’è un quadro d’accuse d’abusi sessuali” contro Biden – Kavanaugh fu comunque confermato nel ruolo dal Senato a maggioranza repubblicana -.

Whitmer ha anche contestato l’intervistatore per averle posto le domande in quanto donna che subì un’aggressione sessuale, da lei denunciata, trent’anni fa, quand’era in prima liceo: “Il solo fatto di essere una sopravvissuta non significa che ogni denuncia sia uguale. Significa dare la possibilità a tutti di esporre il proprio caso e poi formulare un giudizio che sia informato”.

Ma, nell’America di #Metoo, con i repubblicani che soffiano sul fuoco delle polemiche, le accuse di Reade, smentite dall’ex vicepresidente e non suffragate da elementi oggettivi, alimentano voci fantasiose. Su The Hill, il giornale del Campidoglio di Washington, Douglas MacKinnon, consulente politico e per la comunicazione, ex collaboratore alla Casa Bianca di Ronald Reagan e George H.W. Bush, evoca scenari con il governatore di New York Andrew Cuomo ‘for president’, o addirittura il ticket stellare – e anti-costituzionale – Hillary Clinton e Barack Obama suo vice, se Biden dovesse ritirarsi dalla corsa. Sulla panchina dei democratici, siederebbe anche l’ex segretario di Stato John Kerry, già candidato nel 2004 alla Casa Bianca.

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