– 192: per Biden, Trump proverà a rinviare le presidenziali

25 Apr 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Travolto, o almeno scosso, dal putiferio suscitato dall’idea di combattere l’epidemia di coronavirus con iniezioni di disinfettante, Donald Trump potrebbe cercare di rinviare le elezioni presidenziali del 3 novembre, temendo di perderle nella scia della tragedia dei contagi e del crollo dell’economia e dell’occupazione. Intanto, medita di ridurre le presenze nel briefing quotidiano sull’epidemia, che all’inizio gli sono valse visibilità e popolarità, ma che adesso gli stanno costando terreno.

Il fermento sui ‘consigli per la salute’ presidenziali segna una giornata in cui il numero dei decessi negli Usa supera i 50 mila e sale oltre 51 mila e quello dei contagi va oltre i 900 mila, stando ai dati della Johns Hopkins University. Con 1.258 decessi venerdì, il saldo giornaliero è però il più basso delle ultime tre settimane.

Il numero di contagi particolarmente alto, un terzo di quelli mondiali, è spiegato dal vice-presidente Mike Pence col gran numero di test effettuati: “Sono oltre cinque milioni” i cittadini ‘testati’. Pence dice: “Il peggio è passato e l’epidemia sarà in gran parte alle nostre spalle entro il Memorial Day”, il 25 maggio.

L’ipotesi del rinvio delle elezioni è stata fatta dal candidato democratico Joe Biden: il presidente “proverà ad escogitare un modo per rimandare il voto”, ha detto l’ex vice di Obama, a una raccolta fondi virtuale, “farà tutto il possibile per rendere difficile alle persone votare, perché è l’unico modo che ha per pensare di vincere”.

La media dei principali sondaggi fatta da RealClearPolitics dà Biden davanti a Trump di sei punti: il democratico è in testa in tutti i rilevamenti tranne che in quello della Fox, che parla di un testa a testa. Ma, sempre per la Fox, Biden è avanti in Florida, uno degli Stati da sempre cruciali nelle presidenziali, con 46% dei consensi contro il 43%.

I candidati devono ora fare entrambi i conti con l’aumento degli indecisi, che nell’attuale contesto politico statunitense fortemente polarizzato erano pochi, e con un calo di interesse per il voto: gli “estremamente interessati” alle elezioni presidenziali sono scesi in poco tempo dal 55% al 48% degli intervistati.

Rallentano pure le registrazioni per il voto, anche per le limitazioni ai movimenti delle persone e per l’impossibilità di portare avanti campagne porta a porta e di tenere comizi. Il problema tocca soprattutto i giovani (quelli tra 18 e 23 anni quest’anno rappresentano il 10% degli aventi diritto, molto di più del 2016), che potrebbero alla fine disertare in massa le urne proprio per le difficoltà d’iscriversi nei registri di voto – una procedura vincolante -, con molti Stati importanti che non hanno piattaforme ‘ad hoc’ online.

Nonostante con i suoi briefing quotidiani sul coronavirus sia l’unico che sta effettivamente facendo campagna elettorale, Trump vede sfumare sempre più la sua popolarità, che s’era avvicinata al 50% all’inizio dell’epidemia ed è scivolata ad aprile al 46%, con il 51,5% degli americani che disapprova il suo operato.

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