– 190: Biden contro Trump, sondaggi controversi

27 Apr 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

La buona notizia, per Joe Biden, candidato democratico alla Casa Bianca, è che i sondaggi lo danno in testa in Stati cruciali, come la Florida, il Michigan e la Pennsylvania. La cattiva notizia è che, quattro anni or sono, in quegli stessi Stati, Hillary Clinton era in testa nei sondaggi con un vantaggio più netto su Donald Trump e poi, nell’Election Day, non ne vinse neanche uno, perdendo la presidenza.

Stando ai sondaggi, numerosi americani non hanno più fiducia nella gestione dell’emergenza coronavirus da parte del magnate presidente, ma la spaccatura dell’elettorato, mai così forte in passato, fa sì che il tasso di approvazione di Trump sia sceso solo di pochi punti. Inoltre, il sistema dei Grandi Elettori gioca a favore dei repubblicani, i sondaggi nazionali hanno scarso significato e quelli statali non sono sempre affidabili.

Ed eccoci all’ipotesi che Trump ottenga di nuovo la presidenza, perdendo di nuovo il voto popolare: se accadesse, sarebbe la terza volta su sei elezioni nel XXI Secolo, sempre a vantaggio di un repubblicano; e Trump diventerebbe il solo presidente eletto due volte senza maggioranza popolare.

Prospettive relativamente lontane, all’inizio di una settimana che, sul fronte coronavirus, vedrà numerosi Stati allentare il lockdown e riprendere attività economiche non essenziali. Per ora, Trump è impegnato nella lotta al contagio e nella guerra ai giornalisti, la cui ostilità – sostiene – lo ha indotto ad abbandonare i briefing quotidiani sulla pandemia.

Con una raffica di tweet, Trump ha ieri difeso il suo operato, accusando i media di raccontare falsità sul suo conto: “Tutti quelli che mi conoscono sanno che sono un instancabile lavoratore, da presto la mattina fino a notte fonda, e che non lascio la Casa Bianca da mesi”, mentre “reporter di serie C, che non sanno niente di me”, scrivono “storie fasulle”: tipo che “la sera me ne starei a mangiare hamburger e a bere Diet Coke”.

Ma siccome al magnate essere preciso risulta difficile, anche le filippiche anti-giornalisti hanno qualche sbavatura: Trump critica il comitato del premio Nobel per il riconoscimento, a suo dire, dato ai media e ai giornalisti che si sono occupati del Russiagate; ma è noto che non c’è un Nobel per il giornalismo – nel 2019 il Pulitzer è stato assegnato a media e cronisti per storie sul magnate, ma non sul Russiagate -.

Festa di compleanno, ieri, alla Casa Bianca: Melania Trump ha compiuto 50 anni – l’ex modella è nata a Nova Mesto, in Slovenia, il 26 aprile 1970 -, insieme al marito e al figlio adolescente Barron, 14 anni. Su Twitter, Donald scrive: “Buon compleanno alla nostra grande first lady”, senza postare foto. I due coniugi hanno stanze separate e si mostrano in pubblico insieme sempre più raramente.

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