– 189: il coronavirus peggio del Vietnam

28 Apr 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Negli Stati Uniti, i morti da coronavirus sono oltre 56 mila e supereranno, tra oggi e domani, i caduti in Vietnam, circa 58 mila: fra i deceduti della pandemia molti sopravvissuti a quella guerra, o perché ne tornarono vivi o perché s’imboscarono e non ci andarono.

I dati della John Hopkins University indicano che i contagi sfiorano i 990 mila e potrebbero oggi superare il milione. Ieri, per il secondo giorno consecutivo, il numero delle vittime è stato relativamente basso – 1.303 -, rispetto alla media della settimana precedente.

Dopo avere annunciato che non avrebbe più partecipato in modo regolare ai briefing quotidiani sull’andamento dell’epidemia, e averne pure annullato un paio, Donald Trump ha ieri convocato una conferenza stampa, per affermare che gli Usa “o sono in buona forma o stanno andando meglio”. Il presidente prevede che il bilancio definitivo del coronavirus si situerà tra le 60 e le 70 mila vittime; e nega l’intenzione, attribuitagli dal suo rivale Joe Biden, di volere rinviare l’Election Day il 3 novembre (“Perché dovrei farlo?”).

Fronte democratico, la speaker della Camera Nancy Pelosi ha dato l’endorsement formale a Biden: “Sarà un presidente straordinario”, ha detto; “Mentre affrontiamo l’epidemia, Joe è stato una voce della ragione e della flessibilità, indicando un chiaro cammino per condurci fuori da questa crisi”. L’appoggio di Pelosi a Biden era scontato e giunge, anzi, relativamente tardi: segue quelli già espressi, tra gli altri, da Barack Obama, dall’ex vice-presidente Al Gore, dai senatori ed ex rivali Bernie Sanders ed Elizabeth Warren. Prima o poi, arriveranno anche i Clinton.

La settimana vede numerosi Stati, a macchia di leopardo, allentare il lockdown e riprendere attività economiche non essenziali. Dopo le proteste dei giorni scorsi, proliferano sul web siti, spesso farlocchi, che criticano le misure di prevenzione e ne chiedono la revoca. Riunito in tele-conferenza coi governatori, Trump ha evocato la riapertura delle scuole prima della fine dell’anno accademico, almeno in alcuni Stati: “Alcuni di voi potrebbero iniziare a pensare alla riapertura delle scuole e potrebbero farlo”.

In un tweet, il presidente s’è chiesto “perché i contribuenti americani dovrebbero salvare Stati e città governati male (come l’Illinois, per esempio) e in tutti i casi governati e gestiti dai democratici, quando la maggior parte degli altri Stati non sta cercando aiuto per un salvataggio?”. Trump ha così rilanciato l’ipotesi del leader dei repubblicani al Senato Mitch McConnell: far andare in bancarotta gli Stati che non riescono a sostenere l’emergenza coronavirus senza fondi federali.

La parola d’ordine dei repubblicani, in vista della campagna elettorale per Usa 2020, se mai si farà, e se si faranno le elezioni a novembre, è tenere Donald Trump al riparo dalle critiche per l’impatto dell’epidemia di coronavirus negli Usa, con il crollo del Pil e l’impennata della disoccupazione.

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