– 172: i sondaggi scontentano tanto Trump quanto Biden

15 Mag 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Donald Trump sulla linea del fronte mediatica, Joe Biden nelle retrovie mediatiche: l’uno e l’altro insoddisfatti dei sondaggi. Trump afferma che la pandemia segna la fine della globalizzazione, mentre forse ne segna l’apice, e mantiene alta la tensione con la Cina, scaricando su Pechino, che ribatte colpo su colpo, oltre che sull’Organizzazione mondiale della sanità, la responsabilità di quanto avviene negli Stati Uniti e nel resto del mondo.

Ma ciò non migliora i dati dell’emergenza coronavirus: si va avanti, negli Stati Uniti, al ritmo di 20 mila contagiati e quasi 2000 vittime al giorno, con il totale dei contagiati vicino ai 1.420.00 e quello delle vittime prossimo alle 86 mila – i dati sono della Johns Hopkins University -.

Il ritmo delle aperture, accelerato sotto la spinta del presidente, sta creando nuovi focolai. L’opinione pubblica, come sempre accade nell’America di Trump, è spaccata (e i sondaggi lo riflettono): da una parte, gli ultras anti-lockdown, nel nome della libertà individuale (e del primato degli affari); dall’altra, quelli che fanno prevalere la tutela della vita e la sicurezza sanitaria.

I sondaggi non danno pienamente soddisfazione né a Trump né al suo rivale, il candidato dem Biden: un rilevamento, per conto della Cnn, dice che Biden a livello nazionale è in vantaggio di 5 punti su Trump (51% a 46%) nella corsa alla Casa Bianca, ma che il presidente è in vantaggio negli Stati in bilico che potrebbero decidere il collegio elettorale.

Entrambi hanno la quasi totalità dei favori fra gli elettori dei rispettivi partiti; Trump è leggermente in vantaggio fra gli indipendenti. Per segmenti di elettori, Biden ha un ampio margine tra le donne (55% contro 41%) e le persone di colore (69% contro 26%); Trump ha un lieve vantaggio fra gli uomini (50% contro 46%), che aumenta tra quelli bianchi (55% contro 43%). Biden supera il rivale di 6 punti tra gli elettori sopra i 45 anni, mentre sotto tale età il margine si riduce (49% a 46%).

Non tranquillizzato dai sondaggi – il vantaggio a livello nazionale è poco significativo, nel sistema elettorale Usa -, il candidato democratico, impegnato a riunire sotto la propria bandiera tutto l’elettorato centrista e progressista, ha acquisito alla propria causa la giovane icona di sinistra Alexandria Ocasio-Cortez che sarà co-presidente della task force sul clima, accanto a John Kerry, un solido alleato di Biden che contribuì a stilare l’accordo di Parigi sul clima quando era segretario di Stato di Barack Obama e che fu candidato alla Casa Bianca nel 2004, battuto da George W. Bush.

Quello sul clima è uno dei gruppi di lavoro che Biden ha varato con l’ex rivale Bernie Sanders, che Ocasio-Cortez sosteneva. La deputata di New York è tra le promotrici del Green New Deal, un piano di lotta ai cambiamenti climatici molto ambizioso.

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