– 171: allarme dem, “Biden è indigesto ai sostenitori di Sanders”

16 Mag 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Una “parte consistente” degli elettori progressisti di Bernie Sanders “al momento non è per nulla entusiasta” all’idea di votare Joe Biden il 3 novembre, l’Election Day negli Stati Uniti. Lo sostiene Jeff Weaver, uno dei principali consiglieri del senatore del Vermont leader della sinistra democratica che per la seconda volta ha visto sfumare la possibilità di mandare un proprio candidato alla sfida per la Casa Bianca nonostante il suo cresciuto peso in seno al partito. In un memo di cui dà notizia l’AGI, Weaver parla di un “chiaro e pericoloso trend ” che potrebbe determinare la sconfitta di Biden a novembre.

La Camera a maggioranza democratica ha ieri approvato un nuovo pacchetto di aiuti per 3000 miliardi di dollari, che andrebbero ad aggiungersi ai 2200 miliardi di dollari già stanziati a marzo. La misura non ha possibilità di essere approvato dal Senato a maggioranza repubblicana, ma può essere materia di negoziato fra le forze politiche e la Casa Bianca.

Ma il coronavirus non sembra invece attenuare le divisioni interne al campo democratico, che, nota Weaver, potrebbero avere conseguenze molto pericolose nei “battleground States” dove si decideranno, anche per un pugno di voti, le elezioni del 2020.

Weaver, che ha recentemente lanciato il Pac ‘America’s Promise’, proprio con l’obiettivo di indurre la base progressista a sostenere il centrista Biden per evitare altri quattro anni di Trump presidente, afferma che è “reale e urgente aiutare Biden a consolidare la posizione tra i sostenitori di Sanders”.

Oltre a Weaver, un altro ex consigliere di Sanders, Chuck Rocha, ha lanciato un Pac per mobilitare il voto degli ispanici a favore di Biden. “Se l’intera base di Sanders andrà a votare per Joe a novembre – scrive ancora Weaver, riferendosi in particolare ai giovani, ai latinos e alla ‘working class’ -, l’ex vice-presidente potrà sconfiggere Trump”. Ma “parti significative di questo elettorato non hanno intenzione di farlo”: questo è il problema.

Quando Sanders s’è ritirato dalla corsa alla nomination, dando l’endorsement a Biden, ha sostenuto di avere, dal 2016 ad oggi, portato nel dibattito mainstream del partito democratico temi e richieste che prima venivano considerate estremiste o marginali. E le campagne di Biden e Sanders lavorano insieme per cercare di convincere la base di sinistra a superare la delusione e la rabbia ed a votare per Biden.

Recenti sondaggi tra gli elettori della sinistra democratica avallano le preoccupazioni di Weaver: secondo un rilevamento USAToday – Suffolk University, il 20% degli elettori di sinistra afferma che non voterà per Biden e il 60% non è per niente entusiasta all’idea di sostenerlo. Per il Pew Research Center, quasi la metà dei ‘sanderisti’ (il 47%) ritiene che le differenze ideologiche impediranno al partito di trovare l’unità.

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