– 168: l’assemblea dell’Oms è teatro dello scontro fra Trump e Cina

20 Mag 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Donald Trump difende l’idrossiclorochina e polemizza con i leader democratici, nel giorno in cui l’assemblea dell’Organizzazione mondiale della sanità è il palcoscenico della lotta alla pandemia da coronavirus: va in scena l’atto fin qui culminante dello scontro tra gli Stati Uniti, da una parte, e Cina e Oms, dall’altra.

Dopo parole e lettere al vetriolo sull’asse Washington–Ginevra–Pechino, l’assemblea dell’agenzia dell’Onu che ha 194 membri decide che l’inchiesta sulla gestione della pandemia da coronavirus si farà “al momento opportuno più prossimo”, in un clima da resa dei conti tra Cina e Usa e con l’Unione europea, che dell’indagine è promotrice, a stemperare i toni e fare da pontiere. “Siamo pienamente impegnati per la trasparenza e la responsabilità. Le vogliamo più di chiunque altro”, dice il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, chiudendo la due giorni dell’assemblea in video-conferenza. Pechino replica a Washington: “Trump ci infanga”. C’è accordo su un’equa distribuzione del vaccino, quando sarà stato trovato.

Negli Stati Uniti, l’andamento dell’epidemia costringe a rivedere al rialzo le stime delle vittime, che di qui a metà di giugno potrebbero raggiungere le 113 mila: le nuove proiezioni, basate su modelli epidemiologici riveduti, fanno supporre almeno 1.000 morti al giorno nelle prossime tre settimane. Ieri, i decessi per coronavirus negli Usa sono stati circa 1.500: secondo i dati della John Hopkins University, le vittime sono finora state 91.921 e i contagiati quasi 1.530.000.

Tutti gli Stati hanno avviato la riapertura delle attività, dopo chiusure molto diversificate tra l’uno e l’altro. Uno dei segnali di ritorno alla normalità è la ripresa delle esecuzioni capitali: il boia torna così a uccidere in Missouri, dove un uomo di 64 anni, Walter Barton, condannato per l’omicidio d’una donna nel 1991, è stato messo a morte con un’iniezione letale. Barton aveva sempre negato d’essere colpevole.

Il presidente Trump è tornato sulla sua decisione di prendere l’idrossiclorochina, un farmaco anti-malarico, nonostante che uno studio condotto su decine di veterani statunitensi ne abbia mostrato l’ininfluenza contro il coronavirus. Trump cita “studi da Italia, Francia e Spagna”, secondo cui l’idrossiclorochina è sicura, e ricorda che il farmaco esiste da 70 anni. La Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia del farmaco Usa, lo sconsiglia da aprile per i suoi possibili effetti collaterali, a volte fatali, soprattutto in fasce a rischio o se in combinazione con altri prodotti.

Simulando sollecitudine ma in realtà mettendolo alla berlina, la speaker della Camera Nancy Pelosi, sua acerrima rivale, afferma: “È il nostro presidente e preferirei che non prendesse qualcosa che non è stato approvato dagli scienziati, specialmente nella sua fascia d’età e, come dire, di peso … È patologicamente obeso”. L’ultimo check-up medico ha rilevato a Trump un indice di massa corporea pari a 30,4, al di là della soglia dell’obesità.

Potete seguire tutti gli aggiornamenti del Diario Usa2020 sul blog di Giampiero Gramaglia