– 157: assediato, Trump apre nuovi fronti

30 Mag 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Fronti di guerra internazionali, con la Cina per Hong Kong, ma anche per la pandemia; e fronti interni, con la protesta dei neri che dilaga nell’Unione dopo i fatti di Minneapolis; e fronti virtuali, con Twitter che, nonostante i provvedimenti penalizzanti, gli tiene testa e gli etichetta come violento un tweet.

Donald Trump non ha pace da nessuna parte. E, come spesso fa, quando pare assediato o alle corde, apre nuovi contenziosi, nuovi fronti, forse nella serie ‘chiodo scaccia chiodo’: annuncia così la decisione di porre fine ai rapporti degli Usa con l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ‘colpevole’ a suo dire di essere troppo dipendente da Pechino e di avere reagito male e tardi alla pandemia di coronavirus.

Da tutta l’Unione arrivano notizie e immagini di proteste, spesso violente, dopo l’uccisione, lunedì, a Minneapolis di un nero da parte di un poliziotto, che ieri è stato arrestato: alla Casa Bianca scatta il lockdown, perché centinaia di manifestanti si assembrano davanti ai cancelli a Lafayette Square, prima di defluire in corteo verso il Campidoglio.

È il momento che il magnate presidente sceglie per annunciare lo stop alle esenzioni commerciali finora concesse a Hong Kong, sulla base del fatto che la Cina ha violato gli impegni di autonomia nei confronti della ex colonia britannica. Trump adotta, inoltre, sanzioni a dirigenti di Hong Kong legati alla repressione delle proteste e altre misure ‘punitive’ nei confronti della Cina.

Sul fronte virtuale, Twitter dimostra di essere determinato a tenere testa al presidente, segnalando, ma non cancellando, un tweet del magnate che ne viola gli standard sull’‘esaltazione della violenza’. Trump, parlando dei disordini per l’uccisione di George Floyd, ha scritto: “Non posso star a guardare quel che succede in una grande città americana, Minneapolis. Una totale mancanza di leadership. O il debolissimo sindaco d’estrema sinistra Jacob Frey si dà una mossa o mando la Guardia Nazionale a fare il lavoro che serve… questi TEPPISTI stanno disonorando il ricordo di George Floyd e io non lo permetterò… Se ci sono difficoltà, assumeremo il controllo, ma quando parte il saccheggio, s’inizia a sparare. Grazie!”.

“Questo tweet viola le regole di Twitter sull’esaltazione della violenza – ha scritto il social network sulla pagina di Trump -. Ma Twitter ha stabilito che è nell’interesse pubblico che resti accessibile”. Quando la Casa Bianca ha rilanciato il tweet presidenziale, Twitter l’ha etichettato allo stesso modo.

Al che, Trump coinvolge il social network in una polemica globale: “Twitter non sta facendo nulla sulle menzogne e la propaganda fatte circolare dalla Cina o dalla sinistra radicale democratica… Hanno messo nel mirino i repubblicani, i conservatori e il presidente degli Stati Uniti”.

Il candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden è “furioso” per il tweet di Trump che ipotizza un’escalation di violenza a Minneapolis. “Ne ho abbastanza. Il presidente fa appello alla violenza contro cittadini americani in un momento di grande dolore per molti”, twitta l’ex vice-presidente: “Sono furioso, e dovreste esserlo anche voi”.

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