– 155: nella sesta notte di proteste, i sondaggi premiano Biden

1 Giu 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Sesta notte di proteste, tafferugli, violenze negli Stati Uniti, migliaia gli arrestati, i contusi, i feriti, tra cortei, saccheggi, lacrimogeni e pallottole di gomma, con il coprifuoco in una quarantina di città (fra cui Washington Dc) e l’area della Casa Bianca ‘assediata’ fin verso mezzanotte. A New York, fra gli arrestati, c’è la figlia del sindaco Bill De Blasio, Chiara.

In questo contesto, il presidente Donald Trump chiede a sindaci e governatori il pugno di ferro e rispolvera lo slogan ‘Law and Order’, che, alla fine degli Anni Sessanta fu di Richard Nixon e dell’allora governatore della California Ronald Reagan. Trump minaccia di ricorrere all’esercito, per riportare la calma nelle città in subbuglio: a innescare le tensioni, la morte lunedì scorso a Minneapolis di un nero, George Floyd, deceduto dopo essere stato arrestato e avere subito un trattamento brutale da parte della polizia.

Ma i sondaggi dicono che il suo rivale Joe Biden, che pure è stato molto discreto negli ultimi giorni, sta prendendo il largo nel favore degli elettori: un rilevamento Washington Post – Abc News, condotto quando erano già iniziate le proteste per la morte di Floyd, vede Biden avanti di dieci punti: ha il 53% delle intenzioni di voto, contro il 43% di Trump. È il distacco più netto mai rilevato e si allarga a 13 punti tra gli elettori adulti. L’analogo sondaggio due mesi or sono dava quasi un testa a testa: 49% a 47%.

Il New York Times, citando esperti sanitari e amministratori locali, scrive che le proteste di massa degli ultimi giorni in almeno 75 città per la morte di Floyd potrebbero innescare una nuova ondata di contagi da coronavirus negli Usa, dove ad ora si registrano oltre 1.790.000 contagi e oltre 104 mila vittime. In piazza e nelle strade, ci sono migliaia di persone, spesso senza mascherina, e comunque senza alcuna forma di distanziamento sociale.

Twittando a raffica, Trump assume posizioni progressivamente più rigide: minaccia di mandare l’esercito, se gli amministratori locali dem non stroncheranno le violenze nelle proteste: “Diventate duri, sindaci e governatori democratici. Queste persone sono anarchici. Chiamate subito la guardia nazionale. Il mondo sta guardando e ridendo di voi e di ‘Sleepy’ Joe. È questo che l’America vuole?”.

La tesi dell’Amministrazione è che le manifestazioni siano orchestrate o almeno strumentalizzate dall’estrema sinistra. E il presidente annuncia: “Designeremo Antifa – il movimento antifascista della sinistra antagonista, ndr – come organizzazione terroristica”. Ma c’è chi invece pensa che siano infiltrati suprematisti ad accendere violenze e disordini e a sobillare le folle.

La Casa Bianca nega che esista un “razzismo sistematico”. Il consigliere per la sicurezza nazionale Robert O’Brien dice: “Ci sono cattivi poliziotti che sono razzisti e ci sono poliziotti che forse non hanno avuto un adeguato addestramento, la polizia è danneggiata da ‘poche mele marce’”.

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