– 154: show di Trump, mentre si tengono nuove primarie per posta

2 Giu 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Mentre fuori si odono gli scoppi dei lacrimogeni, Donald Trump dentro la Casa Bianca afferma che le proteste violente scoppiate dopo l’uccisione, ad opera della polizia, di un nero a Minneapolis sono “atti di terrorismo domestico” e prospetta di ricorrere all’esercito per fermarle. Trump, che si proclama “presidente di ‘law and order” vuole che le forze dell’ordine “dominino le strade” e intende rispondere alla violenza “con una preponderante presenza di forze dell’ordine, finché i disordini non siano stati sedati”.

Le dichiarazioni del presidente sono state subito chiosate dal candidato democratico Joe Biden: “Trump vuole usare l’esercito americano contro il popolo americano”.

Il presidente evoca il ricorso all’Insurrection Act del 1807, che gli dà il potere di dispiegare militari all’interno del territorio degli Stati Uniti. “Il presidente ha il diritto di difendere il suo Paese e proteggere la sua nazione. Non posso permettere che proteste pacifiche vengano manipolate da anarchici di professione e gruppi Antifa”, il movimento antifascista della sinistra antagonista.

Al mattino, Trump aveva litigato in tele-conferenza coi governatori: “Dovete prendere la situazione in mano… Se non lo fate, perdete il vostro tempo e farete la figura di un branco di cretini…”.

Dopo avere parlato, Trump ha lasciato la Casa Bianca a piedi, recandosi alla chiesa episcopale che sta di fronte – la sua ‘passeggiata’ era la causa delle cariche per disperde la folla -: in piedi davanti alla chiesa, Trump ha tronfiamente mostrato ai giornalisti una Bibbia. Il suo gesto ha suscitato l’indignazione del vescovo episcopale di Washington Mariann Edgar Budde: “Il nostro messaggio è antitetico a quello del presidente”, ha detto la prelata.

“L’America sta tornando grande”, ha detto Trump prima di rientrare alla Casa Bianca. Con lui, oltre a un foltissimo gruppo di agenti del Secret Service, c’erano il capo del Pentagono Mark Esper, il ministro della Giustizia William Barr, la figlia Ivanka – l’unica con la mascherina – e il genero Jared Kushner, ma non la first lady Melania.

La messinscena è stata interpretata da molti commentatori come la volontà di mostrare che lui, il ‘comandante in capo’, non ha paura di niente e di nessuno: il racconto del presidente costretto, venerdì sera, a rifugiarsi nel bunker della Casa Bianca con moglie e figlio non gli è andata giù.

Oggi è giornata elettorale negli Stati Uniti, con primarie nella capitale Washington e in sette Stati: Indiana, Maryland, Montana, New Mexico, Pennsylvania, Rhode Island, South Dakota. Si tratta d’un nuovo test sul voto per posta, osteggiato dal presidente, che lo considera fonte di brogli, ma cui molti Stati ricorrono a causa dell’epidemia.

Le primarie presidenziali sono senza suspence, dato che sia i repubblicani sia i democratici hanno ormai espresso il loro candidato. Ma ci sono le primarie per il Senato e per la Camera, oltre che per le cariche statali e locali: un banco di prova su come condurre le elezioni generali il 3 novembre, se il coronavirus resterà una minaccia sino ad allora.

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