– 152: il Pentagono di ieri e di oggi contro la post-verità di Trump

4 Giu 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

I capi del Pentagono contro il ‘comandante in capo’: l’attuale segretario alla difesa Mark Esper e il suo predecessore Jim Mattis prendono le distanze da Donald Trump e lo criticano, mentre la violenza delle proteste dopo l’uccisione a Minneapolis di un nero ad opera della polizia si stempera e nuovi sondaggi confermano che il candidato democratico Joe Biden è in vantaggio su Trump nelle intenzioni di voto a livello nazionale.

Oggi, Biden sarà a Houston, ai funerali di George Floyd, la vittima di Minneapolis. Sullo sfondo, resta virulenta l’epidemia di coronavirus: i dati della Johns Hopkins University indicano che ieri ci sono ancora stati quasi mille morti.

Esper fa sapere di non essere favorevole a invocare l’Insurrection Act contro le proteste. Esper vuole evitare che le Forze amate siano strumentalizzate a fini politici; e rileva che non è stata la Guardia Nazionale, lunedì sera, a sparare lacrimogeni e proiettili di gomma per sgomberare i manifestanti da un’area antistante la Casa Bianca, lasciando intendere che li hanno usati altre forze dell’ordine.

Con mossa inconsueta, Esper si smarca da Trump pure per la criticatissima ‘passeggiata’ fino alla chiesa di St.John, al di là di Lafayette Square: obiettivo, dare al presidente l’opportunità d’una foto sul sagrato con la Bibbia – la sceneggiata sarebbe stata pensata dalla ‘prima figlia’ Ivanka e da suo marito Jared Kushner, che accompagnavano il presidente, insieme a Esper e al segretario alla Giustizia William Barr. “Sapevo che andavamo a St. John, non sapevo della foto e della Bibbia”, dice ora il capo del Pentagono.

Dopo Esper, esce allo scoperto il suo predecessore Mattis, che condanna l’uso dell’esercito contro i manifestanti, definendo “abuso di potere esecutivo” lo sgombero della folla davanti alla Casa Bianca per una “bizzarra photo-op”; e invita a “richiamare alle proprie responsabilità chi ha cariche e deride la nostra costituzione”. In una nota su The Atlantic, il generale sostiene che il presidente divide e non prova neppure ad unire gli americani.

Trump non risponde a Esper, ma la portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany afferma: “Per il momento, Esper è ancora segretario alla Difesa… Se il presidente perde fiducia in lui ve lo faremo sapere… Il presidente userà l’Insurrection Act, se necessario…”.

Trump, invece, replica su Twitter a Mattis: “Probabilmente l’unica cosa che io e Barack Obama abbiamo in comune è che entrambi abbiamo avuto l’onore di licenziare Mattis, il generale più sovrastimato del mondo… Felice che se ne sia andato”.

Nell’ultimo sondaggio Cbs News / YouGov, Biden è avanti a Trump di quattro punti: 47% contro 43% a livello nazionale, il democratico in testa anche in Stati in biblico come Wisconsin, Pennsylvania e Florida, mentre il repubblicano guida nella North Carolina. Secondo un rilevamento Politico / Morning Consult, il 69% degli americani considera che gli Usa siano sulla strada sbagliata e solo il 31% pensa il contrario: è il livello più basso dall’insediamento di Trump alla Casa Bianca e tiene già conto delle proteste innescate dall’uccisione di Floyd.

Potete seguire tutti gli aggiornamenti del Diario Usa2020 sul blog di Giampiero Gramaglia.