– 136: tensione a Tulsa nel giorno del comizio di Trump

20 Giu 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

La notizia di un episodio sanguinoso, risalente al 6 giugno, ma di cui s’è appreso solo ora, aumenta la tensione a Tulsa, in Oklahoma, in previsione del comizio, questa sera, di Donald Trump, il primo del magnate presidente dopo l’inizio della pandemia di coronavirus. La guardia privata di un motel ha ucciso un afro-americano di 36 anni, Carlos Carson, che si era andato a lamentare della sua auto vandalizzata, prima con il gestore e poi con il vigilante, un bianco, Christopher Straigh.

 La vicenda rilancia il dibattito sul razzismo e sull’abuso della forza da parte di chi deve fare rispettare la legge e garantire la sicurezza. Straigh, sotto accusa per omicidio, prima ha usato contro Carson lo spray urticante e poi, quando l’uomo ha reagito, gli ha sparato alla testa.

Dopo che la Corte Suprema dell’Oklahoma ha respinto la richiesta di vietare il comizio, in assenza di misure di distanziamento sociale anti-coronavirus, c’è incertezza sul coprifuoco di tre giorni imposto dal sindaco di Tulsa, città che nel 1921 fu teatro di uno dei più sanguinosi massacri di neri della storia americana. L’ordine esecutivo firmato dal sindaco G.T. Bynum prevedeva che la misura fosse in vigore dalle 22 alle 6 del mattino, dal 19 al 22 giugno, con l’obiettivo di prevenire violenze perché si prevede che decine di migliaia di persone confluiscano in città per ascoltare Trump o per protestare contro di lui.

Sostenitori del presidente sono accampati da giorni fuori dal Bok Center (l’arena da 19 mila posti dove si terrà il comizio). Il magnate sostiene che per loro il coprifuoco non vale. Non è però chiaro se l’ordine sia stato revocato del tutto o in parte.

In città sono attese almeno 100 mila persone. “Grandi folle e code si stanno già formando … La mia campagna non è ancora cominciata. Comincia in Oklahoma!”, twitta il magnate, pur ammettendo che “una piccola percentuale” di partecipanti potrebbe contagiarsi. Il presidente lancia pure un avvertimento minaccioso: “Qualunque dimostrante, anarchico, agitatore, saccheggiatore o farabutto stia andando in Oklahoma non sarà trattato come a New York, Seattle o Minneapolis. Sarà una scena molto diversa!”.

L’umore del presidente non è certo migliorato dopo l’ultimo sondaggio della sua tv di riferimento, Fox News, che lo dà in ritardo di 12 punti sul suo rivale Joe Biden: 50 a 38% – a maggio, il divario era di otto punti, 48 a 40%. Il 61% del campione disapprova l’operato del presidente, solo il 32% lo approva  (a maggio, erano rispettivamente il 56% e il 37%).

In interviste, il presidente ha di nuovo contestato il voto per posta e messo in dubbio che lui possa accettare i risultati elettorali, che, secondo la Cnn, potrebbero addirittura dare a Biden oltre 400 voti del collegio elettorale: sarebbe la vittoria più netta da quella di Bill Clinton nel 1996.

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