– 134: dopo la beffa di TikTok, Trump va ai piedi del muro con il Messico

22 Giu 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Joe Biden in testa nei sondaggi e, per la prima volta, nella raccolta dei fondi: Donald Trump stanco e un po’ sfatto, dopo il flop del comizio a Tulsa sabato sera. E che a beffare il magnate presidente e la sua campagna siano stati su TikTok una banda di ragazzini, fan del K-pop, il pop coreano, non migliora il quadro e non giova né al morale né alla credibilità.

Secondo il New York Times, centinaia di adolescenti si sono registrati in massa all’evento di Tulsa via Tik Tok “per fare uno scherzo” e il loro post ha avuto milioni di visualizzazioni e di adesioni. Così, Trump ha parlato di un milione di richieste di biglietti e gli organizzatori s’attendevano cento mila persone, al punto da prevedere un palco all’esterno del Bok Center, che è poi stato smantellato all’ultimo minuto.

A conti fatti, dentro l’impianto di Tulsa, capace di 19 mila posti a sedere, sono entrate 6200 persone secondo la Cnn, che cita il dipartimento dei vigili del fuoco locale, o 12 mila persone passate attraverso i metal detector, secondo gli organizzatori. Comunque, molte meno della capienza.

C’è un altro indizio del momento difficile della campagna del magnate presidente: a maggio, Biden ha raccolto più soldi di Trump, toccando gli 80 milioni di dollari, la cifra più alta da lui ottenuta in un mese nella corsa alla Casa Bianca, mentre il presidente e il partito repubblicano hanno incassato 74 milioni di dollari. Lo scrive Politico, secondo cui Trump mantiene un netto vantaggio sul totale dei fondi raccolti: 265 milioni in cassa a fine maggio, mentre Biden, a fine aprile, ne aveva circa 100 milioni.

Trump è rientrato ieri alla Casa Bianca visibilmente stanco e poco entusiasta: camicia sbottonata, cravatta rossa slacciata, cappellino rosso della sua campagna in mano, il pollice levato in un cenno di saluto ai media, il magnate dava l’impressione di avere accusato il bagno di folla mancato dell’appuntamento in Oklahoma, dove nel 2016 ottenne i due terzi dei voti.

Ma il presidente è già pronto a ripartire: martedì, sarà sul confine con il Messico in Arizona per celebrare il completamento di oltre 300 km di muro lungo la frontiera. Per Usa2020, l’Arizona è uno Stato in bilico.

Domani, è anche il giorno dell’uscita del libro di John Bolton ‘The Room Where It Happened’, che la Casa Bianca ha inutilmente cercato di bloccare. Al Daily Telegraph, il diplomatico ed ex consigliere per la Sicurezza nazionale, repubblicano dichiarato, ha detto di volere votare per Biden alle presidenziali. “Nel 2016 votai per Trump e non per Hillary Clinton. Ma ora, avendo visto questo presidente da vicino, non posso farlo di nuovo: lui non rappresenta la causa repubblicana che voglio sostenere… non conosce la differenza tra interesse nazionale e personale, cosa che è molto pericolosa per il Paese”.

Infine, la famiglia del defunto musicista Tom Petty ha formalmente diffidato Trump dall’utilizzare in campagna il brano ‘I Won’t Back Down’, suonato nel comizio di Tulsa: “Siamo fermamente contro il razzismo e contro ogni tipo di discriminazione, Tom Petty non avrebbe voluto che una sua canzone fosse usata per una campagna di odio”.

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