– 132: Trump “è un pericolo esistenziale per i valori dell’America”, dice Obama

24 Giu 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Barack Obama attacca Donald Trump: ne definisce lo stile di governo “incompetente, meschino e disorganizzato”. E Trump attacca Joe Biden: se vince a novembre, “questo Paese sarà un disastro”. È l’estrema sintesi degli eventi distinti e paralleli che hanno visto protagonisti, nelle ultime ore, l’ex e l’attuale presidente degli Stati Uniti: Obama era a una raccolta fondi virtuale per e con Biden, suo ex vice e ora candidato democratico alla Casa Bianca; Trump, che era in Arizona per ‘ispezionare’ il muro lungo il confine con il Messico, parlava a Phoenix.

Secondo Obama, alla prima comparsa a fianco di Biden in questa campagna elettorale, l’approccio di Trump rappresenta “un pericolo esistenziale per i valori dell’America”. La presenza di Obama alla raccolta di fondi ha fruttato una raccolta superiore a 7,6 milioni di dollari, di cui quattro versati da 120 mila sostenitori ancora prima che l’evento iniziasse, a dimostrazione della ancora enorme popolarità dell’ex presidente tra la base dei democratici.

 Obama ritiene che Trump mini le fondamenta dell’Unione: “Con il mio predecessore – ha ricordato, riferendosi a George W. Bush – non ero d’accordo su tantissime cose, ma lui aveva grande rispetto per lo stato di diritto e per le nostre istituzioni. Negli ultimi anni, abbiamo visto una Casa Bianca che ha messo in discussione le reali fondamenta di chi noi siamo e dovremmo essere”. 

L’ex presidente ha criticato la gestione della pandemia, la linea dura sull’immigrazione e il tentativo di politicizzare la giustizia, prima di dirsi “fiducioso e ottimista che soprattutto gli elettori più giovani voteranno per mandare via Trump dalla Casa Bianca”.

Parlando a Phoenix davanti a circa tremila persone, Trump ha accusato i democratici di volere paralizzare il Paese causa pandemia così da danneggiare l’economia e vincere le elezioni. Il magnate ha sostenuto che Biden sia in mano alla “sinistra radicale che odia la nostra storia e i nostri valori e tutto ciò che rende orgogliosa l’America”. Trump ha nuovamente chiamato il coronavirus ‘kung flu’, riferendosi alla sua origine cinese.

Mentre il presidente parlava, ci sono stati tafferugli tra polizia e centinaia di manifestanti, davanti alla Dream City Church. Per disperdere la folla, gli agenti hanno usato granate stordenti. Ieri, Trump ha autorizzato le autorità federali ad arrestare chiunque danneggi o distrugga un monumento, una statua o una proprietà federale negli Usa, invocando fino a 10 anni di carcere per i vandali. “Questa decisione è effettiva immediatamente, ma può essere usata anche in modo retroattivo – twitta -. Non ci saranno eccezioni”. 

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