– 124: i Sioux non vogliono Trump al Mount Rushmore

2 Lug 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Non lo vogliono neppure i Sioux Oglala al Mount Rushmore domani. La popolarità del presidente Donald Trump tra gli elettori americani è calata, in un giugno nero per l’andamento dell’epidemia, con il coronavirus più contagioso che mai, che si riflette nell’esito dei sondaggi. Il distacco dal suo rivale Joe Biden è ormai stabilmente in doppia cifra. Per il Pew Research Center, l’87% degli americani è insoddisfatto di come vanno le cose nell’Unione – il numero più alto mai registrato in questo rilevamento – e solo il 39% approva l’operato del presidente – il numero più basso da oltre un anno -.

Per Politico e Morning Consult, la popolarità di Trump è calata in giugno dal 41 al 39%: il 59% degli intervistati non ne approva l’operato, specie sul fronte della pandemia, ritenuta prioritaria da quasi i due terzi del campione, mentre meno di un terzo indica l’economia. Il tradizionale ottimismo americano è un ricordo: solo il 25% degli elettori è convinto che il Paese vada nella giusta direzione mentre per il 75% è decisamente fuori strada (il divario più largo da quando il magnate s’è insediato alla Casa Bianca).

Infine, l’ultimo sondaggio Usa Today e Suffolk Poll dà il candidato democratico alla Casa Bianca 12 punti avanti, con il 53% delle preferenze, contro il 41% del presidente. Cattive notizie arrivano pure da sei Stati in bilico – Arizona, Florida, Michigan, North Carolina, Pennsylvania e Wisconsin -: qui, secondo la Cnbc, una maggioranza (relativa) di intervistati attribuisce a Trump la responsabilità del boom dei casi di coronavirus.

Pure Stati fino a ieri ‘sicuri’ per il candidato repubblicano, come l’Ohio o la South Carolina, vacillano; ed è testa a testa in una roccaforte repubblicana come il Texas. La Casa Bianca sdrammatizza, Trump bolla i dati come ‘fake news’, ma – scrive Claudio Salvalaggio sull’ANSA – “tra dirigenti e strateghi repubblicani cresce il timore di una sconfitta a valanga se nei prossimi quattro mesi il magnate non correggerà il tiro”.

Eppure, è l’altro verso della medaglia, la campagna di Trump e il Republican National Committee hanno raccolto in giugno 131 milioni di dollari: una cifra elevata che mostra come nonostante tutto il presidente continua a essere una macchina da soldi. Lo riporta il New York Times, nelle cui analisi si sottolinea come il vantaggio di Biden è essenzialmente basato sull’insoddisfazione verso Trump ben più che sull’entusiasmo per l’ex vice di Barack Obama e resta quindi fragile.

Ora, ci si mettono pure i Sioux. Julian Bear Runner, presidente dell’Oglala Sioux Tribal Council, ammonisce il presidente a non recarsi domani, vigilia dell’Independence Day, al Mont Rushmore, monumento nazionale in South Dakota perché la sua presenza aumenterebbe il rischio coronavirus e violerebbe i trattati tra il governo federale e i nativi americani per gestire le sacre Black Hills. Secondo Runner, la visita richiede l’autorizzazione dei sette governi tribali Sioux. Gruppi di nativi stanno già organizzando proteste.

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