– 122: al Mount Rushmore, Trump lancia una “guerra di culture”

4 Lug 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Donald Trump ha fatto un discorso “tetro e divisivo” al Mount Rushmore, prospettando una “guerra di culture” negli Stati Uniti e senza quasi menzionare la pandemia, nel giorno in cui i contagi nell’Unione hanno stabilito per il terzo giorno consecutivo un record, oltre 57 mila casi in 24 ore.

Secondo i dati della Johns Hopkins University, alla mezzanotte sulla East Coast il totale dei contagi superava i 2.794.000 – quasi 2.800.000 -, mentre il numero totale dei decessi era vicino ai 129.500 – se ne temono 150 mila entro fine luglio -.

I giudizi fra virgolette sul discorso di Trump sono del New York Times. Il magnate presidente ha così confermato di volere presentare il suo sforzo per essere rieletto come una battaglia condotta contro “un nuovo fascismo d’estrema sinistra” che vorrebbe cancellare la storia dell’Unione.

Fra i suoi sostenitori che, ammassati, assistevano al comizio – se ne calcolano 7.500 -, pochi indossavano mascherine.

Il discorso al Mount Rusmore, monumento nazionale nel South Dakota dove sono incisi nella roccia i volti di quattro grandi presidenti, George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Theodore Roosevelt, ha segnato l’avvio delle celebrazioni del 4 Luglio, l’Independence Day. E Trump annuncia un decreto per un nuovo monumento: un giardino nazionale che ospiterà le statue degli eroi americani.

L’arrivo del presidente è preceduto e accompagnato da proteste animate da nativi americani, che, davanti al Mount Rushmore, stanno da decenni allestendo un ‘contro monumento’ a Cavallo Pazzo, un capo Sioux fra i vincitori a Little Big Horn. I manifestanti hanno bloccato una delle strade d’accesso principali, costringendo la polizia e la Guardia nazionale a intervenire.

Questa sera, sul mall di Washington, sono previsti i tradizionali fuochi pirotecnici, voluti da Trump particolarmente grandiosi, mentre una netta maggioranza delle grandi città e dei piccoli centri Usa hanno cancellato i loro spettacoli per il timore di assembramenti che aggravino la pandemia. Anche una maggioranza dei politici, compreso il candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden, rinunceranno alle tradizionali parate e alle manifestazioni patriottiche.

Quanto al movimento anti-razzista che sta attraversando tutta l’Unione, dopo l’uccisione d’un nero ad opera di un poliziotto bianco il 25 maggio a Minneapolis, un altro segno della spinta iconoclasta diretta contro i simboli razzisti e colonialisti è la decisione della squadra di football di Washington, i Redskins, cioè i ‘pellerossa’, di cambiare nome, cedendo alle pressioni degli sponsor, a partire dalla prossima stagione, che comincerà in autunno.

Il maggiore sostenitore di Trump nella Silicon Valley, il miliardario Peter Thiel, l’uomo di PayPal, non avrebbe intenzione di prendere parte alla campagna elettorale per la sua rielezione. Anche qui, l’indiscrezione viene dal Wall Street Journal. Thiel, che aveva parlato alla convention repubblicana del 2016, non parteciperà a quella di quest’anno e ritiene che il magnate non abbia molte possibilità di essere rieletto.

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